Misterioso e inquietante maniero

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Il castello di Vibo, da quando è stato recuperato, è diventato un luogo pubblico dove si va per passeggiare o vi si va per meditare. Finiti i tempi in cui una coppia o una donna da sola, destavano scandalo, adesso è una bellissima passeggiata, sia di giorno che col buio. Ieri sera ho deciso di percorrere quella via dedicata ai sette martiri d’Ungheria e siccome c’era molta umidità, il Castello Normanno-Svevo era avvolto dalla nebbia che proveniva dalla Valle del Mesima. Vi assicuro che anche di notte, lo spettacolo è assicurato. La valle è disseminata di paesi, Stefanaconi, Piscopio, Soriano, Sorianello per poi risalire verso le Serre. Tutte piccole luci ondeggianti che regalano una vista unica.

Di giorno, se si è fortunati si può vedere anche l’Etna e, guardando verso il mare, lo Stromboli.

C’è stato un tempo in cui, questo castello è stato abitato dal Duca Ettore Pignatelli. Era il Duca della città, titolo creato nel 1527 da Carlo V.

Trovandosi nel punto più alto, d’inverno soffiano venti freddi, si sente ululare e la vegetazione, viene sbattuta un po’ qua, un po’ là. Con le storie di fantasmi che aleggiano intorno a tutta la zona, non è certo il luogo ideale in cui viverci. E me lo sono chiesto spesso: come facevano? Io lo trovo inquietante anche se è illuminato dalla luce dei lampioni, il marciapiedi crea un corridoio sicuro per chi cammina a piedi e la strada è percorribile comodamente dalle auto. Ma nel XVI secolo, illuminato solo dalla luce della luna quando possibile, la vegetazione circostante scossa dal vento, ma siamo seri, come potevano viverci? Probabilmente erano avvezzi, cosa a cui non siamo abituati. O forse la presenza di cavalli, carrozze, servitori, contadini, lo rendevano vivo? Onestamente io adesso non ci trascorrerei una sola notte. O magari, il fatto che andassero a dormire al calar del sole e si alzassero all’alba, impediva loro di guardare fuori e accorgersi di cosa li circondava? Sicuramente c’erano le sentinelle a controllare che di notte non accadesse nulla che potesse nuocere al Signore del castello e ai suoi familiari. E non vorrei mai essere al posto di quelle sentinelle!

L’immagine pubblicata è una foto scattata ieri sera, per darvi un’idea di ciò che è durante la notte (erano solo le nove di sera).

Ma di giorno, di giorno tutto cambia. Da qualsiasi punto della città, alziamo gli occhi per ammirarlo. È il simbolo della città di Vibo Valentia e al suo interno, ospita il museo Vito Capialbi, con le sue teche piene di reperti di cui la città è ricca.

Quindi, se amate la storia, visitatelo di giorno. Se amate il mistero, venite di notte ma poi non vi lamentate se il fantasma di Diana vi rincorre a cavallo!

 

 

 

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