Sotto una battuta nascondi il tuo dolore, il tuo sorriso illumina un cielo buio, vorresti poter guardare oltre le nuvole per attendere una nuova alba, e crederci.
Hai scavato nella terra per nascondere i tuoi vuoti, con la musica “disco” vorresti riempire il tuo cuore, prendendo a pugni quella tragedia antica che si rinnova ogni attimo.
Hai abbattuto quel muro che rendeva cieco un piccolo viale, hai preso a sassate le parole che oltre quel muro, come valanga, ti hanno gettato addosso, andando avanti, con il coraggio del primo mattino.
Ma il coraggio del primo mattino svanisce a mezzogiorno, perché la luce accecante confonde i fragili propositi di sopravvivenza, e attendi la sera come una ultima illusione.
La sera entra nella notte ma la notte è troppo breve, la pace della notte, che ti fa produrre parole scritte, compagne e nemiche.
La luce tutto travolgerà ancora e di nuovo…
Come la strega delle fiabe ti offrirà una mela e tu sarai obbligato a mangiarla.
Giro vizioso della girandola di questo viverenonvivere, di questo tuo cuore condannato a non comunicare con la tua mente, di questa pozzanghera immensa come un oceano, che ti vuole dentro, che non conosce pietas per i tuoi occhi buoni.
Ed è odio che ti viene sbattuto in faccia di domani in domani, e sono schiaffi, e sono sabbie mobili.
È una vita che ti vende e ti sfrutta, ti butta sul marciapiede, ti fa battere senza indulgenza, ti spoglia della tua più ultima vergogna.
E il tuo sorriso nasconde le macerie, e ancora e ancora e ancora, chissà per quanto…
Mendicante di umanità, il fondo del cappello o il piattino o il palmo della mano sempre vuoti…
Tommaso Cozzitorto
Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:






