Prologo ✍️
Quel pomeriggio Maria sedeva davanti al grande finestrone del castello, il cielo grigio di Scozia riflesso nei suoi occhi , era come un manto di piombo. Un nodo di malinconia si formava nel petto di Maria, mentre le lacrime lottavano per scendere dai suoi occhi. Il vento freddo portava con sé l’odore salmastro del mare. E ogni soffio di vento sembrava portarle in mente i ricordi dei tempi andati. La sua giovinezza in Francia, quando era ancora la regina consorte in un regno fiorente, le sembrava un sogno lontano.
“Mia cara Francia,” sussurrò tra sé, “quanto mi manca il tuo calore, la tua bellezza, la tua gente.”
Le tornavano in mente le risate nei giardini di Fontainebleau, le danze eleganti che si svolgevano nei giardini, dove i fiori di lavanda inondavano l’aria di un profumo dolce e avvolgente. Ma più di tutto Maria ricordava Francesco, il suo amato marito, il cui sorriso aveva illuminato i giorni più bui. I ricordi di Francesco brillavano nella mente di Maria come stelle in una notte senza luna.
Ora, qui, nel freddo e umido castello le sembrava di vivere un’altra vita. Gli splendori della corte francese erano ormai solo un ricordo lontano, sostituiti dalle ombre fredde e dure del castello di Holyrood.
La Scozia era aspra e fiera, e lei, nonostante fosse regina, si sentiva una straniera in una terra che doveva amare.
Ma non era solo la sua giovinezza a tornare nei suoi pensieri. Le ombre di complotti e tradimenti aleggiavano come spettri attorno a lei. Il suo matrimonio con Darnley, una decisione che sperava avrebbe portato stabilità al suo regno, si era rivelato un calvario. E poi c’era Bothwell, l’uomo che aveva infiammato il suo cuore e scatenato scandali.
Maria chiuse gli occhi, lasciando che i ricordi la sommergessero. Il vento primaverile di Fontainebleau soffiava lieve sui suoi capelli, portando con sé il profumo inebriante della lavanda in fiore. Le risate melodiose dei cortigiani risuonavano nell’aria come una sinfonia, mentre le note dolci del clavicembalo accompagnavano le danze eleganti nei giardini.
Poteva quasi sentire sotto le dita la seta liscia dei suoi abiti, il tessuto che scivolava morbido sulla sua pelle. Il sapore dolce dei macaron, quei piccoli tesori che deliziavano il suo palato durante le merende a corte, le tornava alla mente. Il tocco delicato di Francesco sulla sua mano, la calda stretta che le infondeva sicurezza e amore, era un ricordo vivido e confortante.
Ma poi, il freddo e umido castello di Holyrood la richiamava alla realtà. Le pareti di pietra grezza emanavano un odore di umidità e muschio, il suono del vento che fischiava tra i merli era un costante promemoria della sua prigionia. L’eco dei passi dei guardiani risuonava nei corridoi deserti, un contrasto stridente con le risate gioiose dei suoi anni passati.
Sentiva il sapore amaro della solitudine, un boccone difficile da inghiottire. E la sensazione di pesantezza nel cuore, come un macigno che le opprimeva il petto, era un costante ricordo dei complotti e delle congiure che avevano segnato la sua vita…..
Angela Amendola






