La Solidal Band a Cetraro con Greta Thumberg

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Cetraro accoglie la flottiglia di aiuti per la Palestina: un abbraccio di solidarietà dal Tirreno

Cetraro ha vissuto una giornata destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva. L’arrivo della flottiglia di aiuti diretta alla popolazione palestinese ha trasformato il porto in un luogo di incontro, testimonianza e impegno civile. Una folla composta da cittadini, associazioni, studenti e rappresentanti istituzionali si è radunata per accogliere l’equipaggio e celebrare un gesto che va oltre il semplice trasporto di beni materiali: un messaggio di pace e vicinanza umana.

Fin dalle prime ore del mattino, il porto di Cetraro si è animato di bandiere, striscioni e colori. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, ma con un tono di profonda consapevolezza. L’arrivo della flottiglia non rappresentava solo un evento logistico, ma un momento di riflessione collettiva su ciò che sta accadendo in Medio Oriente e sul ruolo che le comunità locali possono avere nel sostenere chi vive situazioni di emergenza.

Le imbarcazioni, cariche di aiuti umanitari raccolti grazie a una vasta rete di associazioni e volontari, sono state accolte da un lungo applauso. A bordo, attivisti e operatori umanitari hanno raccontato il viaggio, le difficoltà affrontate e la determinazione che li ha spinti a intraprendere questa missione. Ospite dell’evento Greta Thumberg.


A rendere ancora più speciale la giornata è stato il ricco programma artistico organizzato per l’occasione. Sul palco allestito vicino al porto si sono alternati cantanti, gruppi musicali e ballerini provenienti da diverse realtà del territorio, trasformando l’evento in una vera festa della solidarietà.

Durante l’evento si sono susseguiti interventi di rappresentanti delle organizzazioni coinvolte, amministratori locali. Tutti hanno sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria e di continuare a costruire ponti, non muri.Tra i momenti più intensi dell’evento a Cetraro, l’esibizione della Solidal Band ha rappresentato un vero punto di incontro tra arte, solidarietà e impegno civile.

Il gruppo, composto da medici dell’ambulatorio solidale di Lamezia Terme, porta sul palco molto più della propria musica: porta storie di ascolto, accoglienza e sostegno alle persone più fragili.
La loro presenza non è stata casuale. L’ambulatorio solidale di Lamezia è da anni un presidio di umanità, un luogo in cui professionisti della salute offrono tempo e competenze a chi non può permettersi cure o vive situazioni di vulnerabilità. La band nasce proprio da questo spirito: unire la passione per la musica al desiderio di diffondere un messaggio di vicinanza e responsabilità collettiva.

Durante l’esibizione, la Solidal Band ha saputo coinvolgere il pubblico con un repertorio capace di alternare energia ed emozione. Ogni brano è diventato un invito a non restare indifferenti, a trasformare la solidarietà in un gesto concreto, quotidiano, condiviso. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, riconoscendo nel gruppo non solo dei musicisti, ma dei professionisti che scelgono di mettersi al servizio della comunità anche fuori dagli ambulatori.

La loro performance ha aggiunto un valore speciale alla giornata: ha ricordato che la cura può assumere molte forme, e che anche la musica può diventare un ponte tra le persone, un linguaggio universale capace di unire e ispirare. L’Ambulatorio Solidale è nata da un’idea dell’ Avvocato Nicola Panedigrano e ha trovato subito riscontro i medici paramedici e operatori sanitari che si impegnano tutto il giorno nei locali a loro dedicati e concessi dal Vescovo di Lamezia Terme Monsignor Serafino Parise. I medici che si sono esibiti sono Vincenzo Cimellaro, Santo Giovanni Lio, Raffaele De Lorenzo, Roberto Arcieri, e i musicisti Rodolfo Bagnato, Giancarlo Tavella, Livio Benincasa che hanno accompagnato le voci di Maria Teresa Arcieri e Adele De Lorenzo.

La flottiglia ripartirà verso la sua destinazione finale, ma ciò che resta a Cetraro è un senso di partecipazione e responsabilità condivisa. L’evento ha ricordato a tutti che la solidarietà non è un concetto astratto: è fatta di mani che si tendono, di comunità che si mobilitano, di scelte quotidiane che possono fare la differenza.

Il mare, spesso visto come confine, in questa occasione è diventato un ponte. Un ponte che unisce popoli lontani e che porta con sé un messaggio semplice e potente: nessuno deve essere lasciato solo.

Angela Amendola

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