La sedia sul balcone

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In un piccolo villaggio inglese, viveva una donna di nome Adelaide. Era una donna misteriosa e affascinante, che si era trasferita in quel luogo molti anni prima, senza avere famiglia o parenti su cui poter fare riferimento.

Viveva in una modesta casa, circondata da un giardino curato con amore.

Le sue giornate erano scandite dal lavoro come sarta e dalla solitudine, mentre la sera si rifugiava nei suoi pensieri, guardando fuori dalla finestra o sedeva sul balcone, aspettando. Ma cosa aspettava?

Non lo sapeva nemmeno lei. Forse aspettava il ritorno del marito che l’aveva abbandonata, forse aspettava un cambiamento nella sua vita monotona. Nei periodi in cui non aveva lavori di cucito da fare, passava le sue giornate coltivando fiori e piante, dedicandosi alla pittura e alla lettura, e facendo lunghe passeggiate nei boschi circostanti.

Non si sapeva molto della sua vita passata, ma si diceva che avesse sofferto per una grande perdita che l’aveva portata a isolarsi dal mondo. Gli abitanti del villaggio la osservavano con curiosità e rispetto, interpretando il suo silenzio e la sua solitudine come segni di saggezza e di profonda introspezione.

Ogni sera, poco prima del tramonto, si sedeva sul balcone della sua modesta casa, a guardare il sole che scompariva dietro le cime delle montagne.

E, i suoi vicini, incuriositi dalla sua abitudine, le chiedevano, cosa stesse aspettando. Lei rispondeva con un sorriso misterioso e non svelava mai il motivo della sua attesa.

Il tempo passava e le montagne si tingevano di rosso al tramonto. Adelaide non perdeva la speranza, sapeva che il suo amore sarebbe tornato da lei, anche se il suo cuore era straziato dall’incertezza.

E sedeva sulla sedia a dondolo, in attesa, mentre
sembrava essere ipnotizzata dallo scenario intorno a lei. I suoi occhi erano fissi su un punto lontano, mentre il suo respiro era cadenzato e regolare.

I suoi pensieri sembravano essere completamente assorbiti da qualcosa di misterioso e affascinante, come se fosse stata catturata da una forza invisibile che la faceva rimanere immobile e silenziosa.

Il viso era espressione di calma e serenità, come in un stato di trance profonda. Mentre il tempo passava e la sua attesa continuava, sembrava immergersi sempre di più in un mondo tutto suo, isolata dal resto del mondo esterno. Eppure, la sua presenza emanava un’aura di mistero e fascino, suscitando curiosità e domande su ciò che lei stesse vivendo in quel momento di completa immobilità.

Lei trascorreva così le serate, seduta sul suo balcone, guardando il sole tramontare dietro le colline, ascoltando il canto degli uccelli e il suono del vento tra gli alberi. Si abbandonava ai suoi pensieri, immersa nei ricordi del passato e nelle emozioni del presente.

Talvolta sorrideva, talvolta piangeva, ma in quei momenti di solitudine riusciva a ritrovare la sua pace interiore.

Gli abitanti del villaggio speculavano sul motivo della sua solitudine e si chiedevano se Adelaide avesse mai avuto un amore o una famiglia. Ma lei non si svelava mai, mantenendo il suo segreto gelosamente custodito.

Passarono gli anni, Adelaide visse la sua vita in solitudine, accettando la bellezza e la tristezza che la circondavano, imparando a trovare la felicità nei piccoli gesti quotidiani, nella natura e nelle sue passioni. E anche se restò sola, nel suo cuore rimase sempre viva la speranza di riuscire a trovare la pace e la serenità che tanto desiderava.

Angela Amendola

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