“La ragazza con l’orecchino di perla”…la recensione di Meri Lolini

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“La ragazza con l’orecchino di perla”

la recensione di Meri Lolini

E’ un romanzo della scrittrice americana Tracy Chevalier pubblicato nel 2000 ed ambientato in Olanda e precisamente a Delft. La storia è ambientata dal 1664 al 1676 e tutto il racconto ha come obiettivo la realizzazione di questo famoso dipinto a olio su tela di Jan Vermeer conservato nella Mauritshuis dell’Aia e soprannominato la “Monna Lisa Olandese”. Delft viene descritta con i suoi canali ed il mercato della carne, dove durante la spesa si instaurano rapporti tra i commercianti e gli acquirenti e si incontrano anche la religione protestante e quella cattolica dei Papisti, vissute nei due quartieri cittadini.

La protagonista è Griet una ragazza di sedici anni, che si troverà ad affrontare situazioni molto dolorose ed impegnative. Il padre di Griet è un decoratore di piastrelle e durante la loro cottura, lui ha un incidente e rimane cieco. Per dare un aiuto alla famiglia, lei accetta di fare la serva nella famiglia del pittore Johannes Vermeer e sarà lei a fare ogni giorno le pulizie dello studio, prestando molta attenzione ad ogni minimo spazio e pennello.

Quella stanza non è accessibile a nessun famigliare diventerà per Griet un posto, dove avrà una mansione speciale. Qui Griet imparerà a produrre i colori per le opere del maestro,partendo dalle radici della robbia avrà il rosso, mentre con il massicotto realizzerà il giallo e per il bianco impiegherà il carbonato di piombo ovvero la biacca e tutti i vari pigmenti verranno sciolti in olio di lino. Griet vivrà un altro momento triste con l’arrivo della pestilenza,che le impedirà di vedere i suoi genitori per il rischio del contagio e purtroppo sua sorella morirà.

Questa sua continua vicinanza con il maestro farà ingelosire la moglie e sarà la suocera a mitigare la situazione, che comprende il grande aiuto della ragazza alla realizzazione dei quadri. Van Ruijven è il mecenate, che commissiona al pittore molti quadri e sarà lui a chiedere un quadro con Griet,ma lei rifiuterà di posare con una persona di dubbia moralità. Pensare che lei che non toglie mai la cuffia per la vergogna di mostrare i capelli.

Il quadro che la ritrae, sarà quello richiesto dal maestro dove lei è l’unica protagonista e non vuole assolutamente trasgredire. Infatti sarà lei ad allestire quell’acconciatura, dove la cuffia viene sostituita con vari nastri per non mostrare i capelli.

Il suo amore per l’arte la porterà a posare di nascosto in quello studio, per non negarsi al maestro. Per entrambi l’esigenza di trasmettere l’emozione a chi vedrà l’opera è irrinunciabile e sarà per questo che Griet poserà con le labbra sensualmente dischiuse per quel ritratto,che è giunto fino a noi e non cessa di stupirci per l’enigmaticità dello sguardo, che vi è dipinto.

La visione dell’opera da parte della moglie scatenerà verso Griet accuse varie ed anche quella di aver indossato i suoi orecchini, che alla ragazza vengono fatti indossare con tanto dolore per la foratura del lobo auricolare, con il consenso del pittore e della suocera. Ecco un nuovo momento doloroso per la ragazza e che si trova a dover scappare da quella casa e scegliere il matrimonio con il figlio del macellaio.

La fine del racconto è a sorpresa e sarà proprio questa circostanza, che farà capire a Griet l’importanza che aveva per il pittore la sua presenza.

La lettura è molto coinvolgente e trasporta il lettore in un’epoca molto lontana ed è quell’opera d’arte, che ricongiunge quel lontano ieri all’oggi, trasmettendo a tutti noi le emozioni di una bellezza sensuale, grazie ad accorgimenti condivisi tra la modella ed il pittore. Il valore di ogni manifestazione artistica è dato dall’arrivo del messaggio dell’autore,verso chi vorrà entrare in relazione con quanto da lui realizzato e potrà essere un quadro come una scultura oppure un libro.

Meri Lolini

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