C’è nella natura del tempo un mistero gentile e implacabile, che a ogni crepuscolo consuma l’oggi e, con misurata solennità, preannuncia un nuovo inizio. “Domani è un altro giorno, si vedrà”!
Non già come scialbo conforto, ma quale intima sapienza dell’animo che, pur afflitto, serba in sé la speranza.
Vi sono istanti in cui l’umana esistenza pare gravata da pesi invisibili, in cui l’anima si affanna nel labirinto delle inquietudini e il presente si fa muro invalicabile.
Eppure, nel cuore stesso di questo smarrimento, germina la consapevolezza che tutto è transitorio, che ogni notte reca in sé la promessa dell’aurora.
Accettare l’incertezza del domani non è atto di rassegnazione, bensì nobile esercizio di fiducia.
È la resa quieta alla corrente della vita che, come un fiume, conosce curve, ostacoli, ma mai si arresta.
E colui che, pur ferito, sussurra “si vedrà”, compie un atto di raffinata forza: egli rinuncia al dominio immediato per abbracciare l’attesa, che è sorella della speranza.
Così, con passo lieve e spirito desto, si cammina verso l’ignoto. Non per viltà, ma per saggezza. Poiché, talvolta, ciò che non si comprende oggi, verrà illuminato da una luce più dolce, forse domani.
Piera Messinese






