La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella sua noiosa normalità! (Dal film Alice in Wonderland)

“Belane, sei svitato?”
“Chi lo sa? La pazzia è relativa. Chi stabilisce la normalità?”
“Non lo so.”
(Charles Bukowski)

La vita normale non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono alla ricerca del meraviglioso. (Anaïs Nin)

Se cerchi sempre di essere normale, non saprai mai quanto puoi essere meraviglioso. (Maya Angelou)

Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale. Di questa normalità dovremmo avere vergogna. (Tiziano Terzani)

Le persone normali hanno sempre bisogno di un mostro da giudicare per convincersi di non essere simili a lui. (Oliviero Toscani)

Un soggetto normale è essenzialmente uno che si mette nella posizione di non prendere sul serio la maggior parte del proprio discorso interiore. (Jacques Lacan)

Normale può essere solo un ciclo di lavaggio su una lavatrice. (Whoopi Goldberg)

Dopo un lungo periodo di quarantena legato alla pandemia e che ci ha obbligati a rispettare regole rigide per salvaguardare noi e gli altri limitando la nostra libertà ed il nostro arbitrio, si parla tanto di un sospirato ritorno alla normalità.

Dal mio punto di vista utilizzando un espressione ridondante e ancora una volta impositiva perché personalmente non riesco a trovare una definizione di normalità.

Chiaramente so cosa si intende, il rispetto delle regole che la società ci impone per essere accettati come una persona normale, uniformata, obbediente, in molti casi pavida, rispettosa di ciò che altri hanno definito normale.

Lo Stato, la Chiesa, la morale comune, i circoli di appartenenza, gli amici.

Il tutto per difendere l’ immagine che gli altri hanno di noi nascondendo molto spesso ciò che invece siamo realmente.

Normalità secondo me è vivere una vita ingabbiati costringendo le nostre più intime aspirazioni, i nostri inconfessabili desideri, le nostre inespresse qualità in una zona buia dentro noi, come del resto afferma una dei più grandi psicoanalisti del secolo scorso Jacques Lacan.

A riprova di ciò è l’arte che viene espressa esclusivamente quando ci si allontana dalla normalità, dal definito, dall’atteso come già affermava Platone.

Basterebbe guardare i quadri di Picasso o Munch o Basquiat o del grandissimo Dalì per ritrovarsi in un mondo parallelo che non esitiamo a definire folle.

Ma l’arte è semplicemente il coraggio di esprimere il nostro io, di rompere gli schemi, di mostrarsi anormale e la cosa strana e che i cosiddetti normali ammirano questa diversità.

Ma anche Terzani, in un periodo che non era l’attuale, afferma che… non possiamo più continuare a vivere vigliaccamente una vita normale.

Io penso che questo periodo di obbligata e stringente normalità ci abbia dato la possibilità di capire che la vita è una sola e che va vissuta in pace con se stessi, traendo godimento non solo fisico ma anche spirituale dal nostro quotidiano senza preoccuparsi troppo se qualcuno giudica il nostro vestito appariscente o la nostra voce stonata.

L’importante in qualsiasi espressione della nostra personalità è il rispetto dell’altro che definisca da solo il limite della normalità.

Non sono normale perché mi comporto come ti aspetti, ma mi sento normale se faccio ciò che sento e per te sono normale se rispetto la tua libertà di vita in una reciprocità contagiosa.

“Danzavo sull’orlo del burrone

e gli altri mi gridavano

matto

mentre io pensavo

che loro

non avrebbero mai capito

il panorama stordente

del vuoto”…

Maurizio Gimigliano © Copyright 2020

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