Fino a qualche giorno fa, si leggeva ovunque: “l’uomo uscirà migliore da questa pandemia, capirà quali sono le cose che contano, si comporterà in modo migliore con chi ha bisogno come con gli animali e gli indifesi“…

Utopia, solo utopia, e ne abbiamo avuto riprova con quello che sto per raccontare.

La crudeltà è la caratteristica di causare deliberatamente sofferenza a qualcuno.

Diceva Mark Twain: “l’uomo è l’unico ad essere crudele, l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.“.

Qualche giorno fa a Kerala, in India, è stata uccisa un’elefantessa.Vagava in cerca di cibo al limite dei villaggi di quella zona, quando ha trovato qualcuno che le ha offerto un’ananas e lei, che si era sempre fidata dell’uomo, l’ha preso e appena messo i bocca, l’ananas è esplosa perché qualcuno, un essere malvagio diabolico, aveva imbottito il frutto di petardi. E lei è morta tra atroci sofferenze e dopo ore di agonia. Con lei è morto anche il cucciolo che portava in grembo. A raccontare la sua storia un agente forestale che con i colleghi ha tentato di tutto per salvarla. L’elefantessa è morta poi sul fiume Velliyar dove si era rifugiata in cerca di riparo e sollievo per le gravissime ferite. E’ morta in piedi nel fiume, con la testa immersa nell’acqua. Sapeva che stava per morire e non ha fatto avvicinare nessuno.

https://edition.cnn.com/2020/06/04/asia/india-elephant-death-intl-hnk-scli/index.html

Le analisi fatte dopo la morte hanno accertato che era anche incinta.

Le guardie forestali hanno deciso infine di riportarla nella foresta per cremarla.

Non ha fatto del male a un singolo essere umano nemmeno quando correva in preda ad un dolore lancinante nelle strade del villaggio.

Non ha distrutto una sola casa.

Era piena di bontà, ecco perché gli abitanti della zona hanno deciso di darle l’addio che meritava.

Oggi in molte parti del mondo viene omaggiata con murales e dipinti da centinaia di artisti.

Eppure gli animali ci amano in modo incondizionato, perchè noi ci comportiamo malvagiamente con loro?

L’amore che nutrono per noi viene confermato dalla storia di Ryan Jessen.

A causa di una emorragia cerebrale, Ryan Jessen viene ricoverato in ospedale.

I medici provano in tutti i modi a salvare l’uomo, tuttavia nonostante la giovane età, non c’è più nulla da fare.

Sapendo che gli sarebbero rimaste poche ore di vita, l’ospedale accetta che anche Molly, la sua cagnolina Pitbull, gli dia un ultimo saluto.

La reazione della cagnolina lascia tutti di stucco dopo essersi avvicinata per salutarlo con un bacio si accuccia sulle sue gambe e per ore gli fa compagnia fino a quando non spira.

Eppure i cani e alcuni animali da compagnia in molte nazioni d’oriente vengono uccisi in modo barbaro e poi mangiati.

Ma finalmente la Cina potrebbe dire definitivamente addio a manifestazioni cruenti che fanno inorridire, come il festival di Yulin, per molti cinesi quasi una sagra durante la quale, seguendo quella che viene definita “tradizione”, si mangia principalmente carne di cani e gatti.

Con un provvedimento ufficiale, in questo caso grazie al covid 19, il governo di Pechino ha vietato la macellazione di cani e gatti.

Un decreto dove vengono classificate le risorse animali adatte al consumo umano. Un documento che di fatto esclude dal consumo quelle specie che sono considerati animali da compagnia.
Nel corso degli ultimi anni c’è il nome di un giovane che viene riportato in ogni dove e che abbiamo imparato a conoscere per le lotte fatte contro il governo cinese, è quello di David Acito.

Chi è David Acito?

Ha 32 anni, è originario di Matera ma vive sul lago di Garda.

Il “Dog day” di Yulin (Cina) lo ha vissuto dieci anni… Davide ha tanta sofferenza per quello che è costretto a vedere, e il suo dolore lo ha trasformato in forza per combattere contro la mattanza dei nostri amici a 4 zampe.

Ogni anno a Yulin nella settimana che va dal 21 a 28 giugno, si svolge un “importante festival” per salutare l’arrivo dell’estate.

Per questo “festival” vengono TORTURATI E UCCISI MIGLIAIA DI CANI E GATTI PER FARNE CIBO.

Non si tratta infatti di una festa come le altre, perché oltre 10.000 cani e centinaia di gatti vengono cucinati e serviti come cibo nelle bancarelle sparse per le strade.
Negli ultimi anni le tv e i giornali di tutto il mondo hanno diffuso le immagini di cani e gatti ammassati in gabbie minuscole, sofferenti, piangenti.

Immagini che hanno provocato indignazione e proteste in tutto l’occidente e hanno mobilitato attivisti che si sono impegnati a comprare il maggior numero di animali per sottrarli a questo atroce destino.

Tanto che a seguito dell’aumento delle polemiche interne, le autorità locali hanno annunciato che quest’anno il festival non si svolgerà anche per le nuove norme governative.
Certo vedere le immagini dei cani e gatti ammassati in gabbie così piccole e il modo in cui sono uccisi contribuisce ad aumentare l’indignazione, eppure ancora di più ci fa soffrire il fatto che animali per noi intoccabili siano uccisi per diventare cibo, per essere mangiati.

Alcuni si chiedono (anche io) cosa cambia tra quei cani e gatti e le migliaia di maiali, polli, agnelli, vitelli uccisi nei nostri macelli?

Che cosa differenzia questo festival dalle sagre estive a base di porchetta?

Forse il fatto che non vediamo il modo in cui vengono allevati e poi uccisi per questo scopo?

Perchè è considerato normale mangiare certi animali, mentre i cani e gatti no?

Dovremo far cadere il velo della nostra ipocrisia occidentale e lottare per cambiare anche le nostre tradizioni culinarie.

Si potrebbe vivere benissimo senza mangiare gli animali, che siano di terra o di acqua.

Quello che mi fa riflettere è come un popolo che si basa sui fondamenti buddisti, i cinesi, quindi crede alla reincarnazione, possa poi uccidere in quel modo cruente i cani e gatti.

Angela Amendola

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