Io só tera tera

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IO SO TERA TERA

Io? Io so tera tera,
non ho fronzoli in testa,
non c’ho tutte ste manie de dubita’ de tutto.
Io… Io so tera tera.
Urlo se m’incazzo,
mando a quel paese se lo trovo per me salutare e,
m’inchino solo e soltanto a chi è un bravo Maestro per me.
Qualcuno, che mi insegni i modi gentili,
qualcuno che mi insegni a coltivare, nutrire e raccogliere *il sapere*.
E soprattutto co la testa mia
non ce faccio gioca’ più nessuno,
figurate da un *chiunque* che passa per la mia via.
Io voglio esse migliore
ma no a discapito de chi ci’ha tanto core,
o de chi c’ha bisogno de calore.
Io so terra terra.
Sono nata senza agi, e vissuta nell’assurda convinzione sociale, che non avrei meritato mai dei pregi.. E non ne parliamo di…
Aiuto o… Dei privilegi.
Invece poi…
A un certo punto scopro che il pulpito che sentivo dentro al petto,
e che spigneva PE vole’ uscì…
Era qualcosa di me, ch’era stanca de sta rinchiusa solo lì.
So tarmente tera tera che SE amo,
(Se, perché la gente come me, l’ammore lo da a chi se lo merita, e so sempre rari)
me sciolgo subito e, non so’ più io soltanto ma… Siamo.
So cordiale e so carnale,
so sorridente e essenziale.
So talmente tera tera che… Il mio core batte forte come quello de l’animale.
Io so terra terra, so verace,
so impaziente e pure prepotente
quando la gente de me parla senza ave’ capito niente.
Io so tera tera e ringrazio sempre tutti
perché chiunque te dia rispetto,
merita na bella stretta de mano e un grazie de core, dar petto.
Io so tera tera…ma almeno so coerente.
So, i limiti della mia mente;
Non do mai PE scontato niente,
e nun me faccio castelli in aria sopra al sudore d’altra gente.
Non puoi dire mai, che su sta terra non ci passi
perché senza la terra, nel fondo dell’Inferno cadresti.
Io so tera tera e ne so fiera.
Mi ci arzo la mattina e ce resto fino a sera.
E se ar tramonto se crea la giusta atmosfera,
me rinnamoro ancor de sta mia tera, come l’estate nasce dal ventre della sua primavera.
So… Tera tera, porto una sola bandiera,
che resiste al vento e alla bufera…
proprio perché è piantata, e co le sue radici abbrabbia l’anima della stessa tera…
Come un albero de mele, de ciliege o come n’albero de pera.
E me vivo la mia vita. .. Da persona vera.
Io… Io so tera tera e non ne faccio un mestiere.
PE questo vedo gli angeli cadere
proprio dove tanti non sanno vedere…
Sentendosi lontani dalla terra, per una poltrona dove volersi tutti sedere….
Da dove sfruttar la terra, col loro illusorio e utopico, nonché Squallido e disumano, potere.

Umberta Umby Di Stefano

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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