Non si incontravano quasi mai,

non si sfioravano mai…

 Era lì che si incontravano:

in un intreccio di pensieri e parole

senza voce, scritte…

A volte celate o mute

su uno schermo;

a volte trattenute

per non spaventarsi,

a volte insinuate senza aggiunger altro…

 Non aveva importanza

il come, cosa o perché.

 Ciò che importava era il dirselo

e anche il non dirselo…

Tutto parlava fra loro,

anche ciò che tacevano…

 Uno strano gioco fra loro

dove a parlare era

il binomio inspiegabile:

mente e cuore,

detto e non…

Uno strano gioco

di cui non potevano più fare a meno!

di Maria Luana Ferraro

estratto cap. 14 libro “Naufraghe”

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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