I cuori che annienti

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CUORI INVISIBILI

Facilmente umiliabili
i cuori invisibili,
quelli implacabili,
attendibili,
imbattibili,
e d’amore insaziabili.

Son… insolite varianti
di DNA precedenti,
innocenti,
accoglienti,
e mai appariscenti.

Cuori flessibili, troppo romantici e persistenti.

Son loro il miscuglio di storie differenti.

Lor, spesso sopravvissuti
dalle fauci di individui astuti,
quelli che al canto della verità… son sordi e muti.

Vengono spesso abbattuti
da gente di poco conto e senza attributi,
poracci senza contenuti
che vivon per ferire essendo vuoti e sprovveduti.

Tipi Invalidi nella loro omertà
priva di ogni umanità.

Esseri vestiti di finta castità
che credono che le lor cattive abilità,
sian dovute dalla loro onestà
mentre è sol fame di tutto e bramosità.

Cuori invisibili, presenti in più d’un contesto,
facili prede, nelle storie di carnefici e d’incesto.

Incesto fra l’ignoranza e il presupposto,
fra l’invidia e il buon gusto,
tra sacrificio e amor in contrasto.

Cuori portati con stupidità al ciglio del disastro
da cui riemergono più forti d’un pilastro.

Facilmente umiliabili
le vite paradossalmente infrangibili.

Son tosti, incrollabili
ma ahimè, così malleabili…
d’ammalarsi nell’essersi fidati di mani fragili.

Sfruttabili,
ma che restan affidabili.

Son sempre colpiti al centro senza pudore,
e poi salassati di calore e d’amore.

Rovi deturpati delle loro belle more.

Calici svuotati da qualche adulatore
che beve l’anima d’altri come miele.

Facilmente umiliabili
i cuori invisibili.

Son insolite varianti di DNA precedenti,
figlio, fratello o madre d’altri o altrui parenti.

Cuori innocenti,
son loro i dettagli differenti
fra il miscuglio di storie divergenti.

Son loro… ventre e nascituro
d’un mondo sempre troppo immaturo.

A tratti oscuro, duro.

Nati senza conoscer spergiuro.

Son cuori che resteranno impressi nel futuro
perché son veri, sinceri e son un frutto sempre succoso e maturo.

Son bestie o domatori di successo,
vittime o carnefici a detta da altrui contesto,
angeli o demoni sempre in contrasto.

Essi visti come un guasto
che reggono sulle loro spalle qualcosa d’ancor più vasto.

Facilmente umiliabili
i cuori invisibili.

Senza di lor non sapremo lenir
le ferite d’amor.

Ne tantomeno ritrovar il sapor
della gioia e dell’onor.

Cuori che seppur spesso senza fiato
resta in loro comunque un battito impetuoso e spericolato,
tanto da rammentar loro…

Che tutto si può vincere anche se all’apparenza sembra tutto ormai perduto.

Umberta Di Stefano 26/Mar/2020 (P7A)

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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