Le Grotte di Nettuno ad Alghero (Sardegna)

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Le Grotte di Nettuno di Alghero è uno di quei posti che ognuno di noi dovrebbe visitare, almeno una volta nella vita.

Perchè bisogna andare a vederle con i propri occhi per ammirare la bellezza e il fascino che regalano.

La storia delle Grotte risale ai tempi preistorici.

Diverse tracce, appartenenti al Neolitico, rinvenute al loro interno, fanno pensare che siano trascorsi circa 2.000.000 anni dalla sua formazione.

È quasi certo che gli uomini primitivi le conoscessero e le utilizzassero, in base alle proprie esigenze.

Le Grotte di Nettuno oltre ad essere le piú famose della Sardegna, sono anche le piú grandi.

Si estendono per circa 4 km ma per ragioni di sicurezza i turisti possono visitare solo ad una parte di esse.

Sono un’importante meta turistica e accolgono visitatori da tutto il mondo.

Le Grotte di Nettuno costituiscono anche una destinazione di grande richiamo per gli speleologi, i soli, besti loro, che possono visitarne gli anfratti piú segreti.

Con partenza dal porto di Alghero è facile raggiungerle e durante il viaggio si può godere dello spettacolo meraviglioso che gli scorci di mare e montagna, sulla costa algherese, offrono e ammirare lo spettacolo unico di colori e di profumi del mare incontaminato.

La curiositá: nei dintorni delle Grotte di Nettuno, numerosi subacquei frequentano la Grotta di Nereo, che rappresenta la cavitá marina sommersa più grande del Mediterraneo.

La Grotta di Nettuno, la storia.

La realizzazione delle opere turistiche con l’apertura della grotta al pubblico e la sua illuminazione sono successive al 1954, anno in cui venne costruita la Escala del Cabirol, consentendo finalmente l’accesso da terra.

Erano infatti almeno 150 anni che le visite alla grotta venivano effettuate esclusivamente in barca, nel solo periodo estivo e spesso con esito incerto a causa delle variabili condizioni del mare.

Le prime notizie storiche riguardanti la Grotta di Nettuno vengono fatte risalire alla fine del 1700 e da allora numerosi autori si occupano della grotta, decantandone le bellezze e paragonandola ad altre famose cavità d’Europa.

E’ soprattutto nella prima metà dell’800 che l’accresciuta fama della Grotta di Nettuno richiama celebri visitatori, fra i quali anche principi e re che onorano della loro presenza questa straordinaria cavità.

Primo fra tutti si ricorda Carlo Alberto di Savoia, che visita la grotta ben tre volte, prima come Principe di Carignano nel 1829 e poi come Re di Sardegna nel 1841 e nel 1843.

E il visitatore odierno potrà fare un salto indietro nel tempo e rivivere quei momenti di importanza storica, osservando le due lapidi in marmo situate sulle pareti della Reggia presso la spiaggetta terminale del Lago Lamarmora, incise a ricordo delle prime due visite di Carlo Alberto.

Segnaliamo inoltre, tra gli illustri visitatori, il Capitano inglese William Henry Smith che ha realizzato la prima pianta della parte iniziale della grotta, Il Duca di Buckingham, il grande geografo della Sardegna Alberto Lamarmora, il Barone di Maltzan, lo scrittore sassarese Enrico Costa che ha dedicato un intero libro alla grotta.

E poi tanti altri che qui non è possibile riportare e che hanno pubblicato molti scritti di entusiasmo per questa eccezionale cavità.

Le visite al cosiddetto Antro di Nettuno nel secolo scorso venivano organizzate nel periodo estivo, con partenza notturna di numerose barche dal porto di Alghero e partecipazione di un gran numero di persone.

Giunti alla grotta, si sbarcava nell’ampio androne d’ingresso e quindi si calava nel lago una piccola barchetta con la quale si procedeva al trasporto dei visitatori.

Questi percorrevano così il Lago Lamarmora in tutta la sua lunghezza, sino alla spiaggetta interna, da cui poi accedevano alla sala superiore, risalendo a piedi la ripida china.

L’illuminazione veniva realizzata a quei tempi con migliaia di candele che venivano sistemate ed accese in precedenza dai marinai.

Non è difficile intuire quale magia potesse essere creata da quelle tremule fiammelle che con i giochi di ombre facevano sbizzarrire la fantasia dei visitatori, grazie ai loro riflessi ondeggianti sulle limpide acque del lago.

Posti bellissimi da visitare .

GROTTA DI NETTUNO

Giochi di luce
si riflettono tremanti
sulle limpide acque.

Sentieri misteriosi
colmi di fasci di luci
quasi fiabeschi.

Una magia che si rinnova
giorno dopo giorno
tra terra e mare.

Anfratti inarrivabili
voli di fantasia.

            Antonella Ariosto

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