Quanti sguardi spenti
gridano il tormento
di un’esistenza invisibile.

Quanti occhi
persi nell’intercapedine del tempo
par siano espulsi
dal grembo della terra.

E come i fiori
che piangono rugiada
così ciò che resta
della loro anima
stilla ombre sul muro
di un futuro ineluttabile.

E ci rammarica la storia
di un mondo che vive nell’oblio
e rinnova l’afflizione
in troppi cuori che pulseranno
come l’ultimo battito d’ali
d’una farfalla ormai stanca
di quel suo cielo
ancora (oggi) pieno di
luci fragorose,
sorda deflagrazione e morte.

✍️Federica Rainaldi

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