“Gli Sdraiati”: il rapporto genitori e figli secondo Michele Serra.
Questo il sottotitolo del film dell’ Archibugi.
La storia di Giorgio e del figlio Tito arriva su Netflix con il film Gli Sdraiati, diretto da Francesca Archibugi e scritto a quattro mani dalla regista e Francesco Piccolo
QUANT’È DIFFICILE, OGGI, ESSERE PADRE
Il padre di cui ci parla Michele Serra nel suo romanzo non nasconde la sua fragilità. Deve scendere a patti con l’impossibilità di essere allo stesso tempo un genitore autoritario e un confidente per il proprio figlio.
Questa nuova figura paterna si trova a dover affrontare una nuova generazione di ragazzi, una generazione sintetizzata da Serra con il passaggio dalla posizione eretta a quella orizzontale: gli sdraiati con le loro felpe extra large e i loro accessori tecnologici sempre in mano. Come inculcare regole da seguire?
Tra abitudini alimentari sbagliate e vite sempre ai limiti, gli adolescenti di oggi non fanno proprio una bella figura nel film della Archibugi, ma neppure gli adulti. Come un vetro invisibile a separarli, a impedire un dialogo costruttivo, a separare due ( o tre) mondi così lontani eppure così vicini. La soluzione? Non essere troppo suo amico, non essere troppo solo genitore, chiedere della sua intimità o non chiedere troppo… Un enigma insondabile.
Nel mezzo sta il silenzio, il vuoto, i letti sfatti, le relazioni extraconiugali non perdonate e un Universo di amici, parenti, colleghi, professori odiati o stimati e un tetto o una collina su cui rifugiarsi quando tutto diventa troppo pesante da sostenere.
UNO SCONTRO GENERAZIONALE CON IRONIA
Gli Sdraiati è un romanzo collettivo costruito intorno al sentimento di una generazione intera di genitori: la confusione. Schiavi del desiderio di capire, i genitori si trovano in difficoltà nel definire il mondo che li circonda, mentre i figli, tra separazioni e vite parallele in due case, spesso si sobbarcano l’ansia dei nuovo che avanza.

Il film è interpretato da Claudio Bisio e da un cast di giovani attori perfettamente in parte con un piccolo ruolo per Sandra Ceccarelli, la madre fantasma ( in apparenza) attorno a cui sembra ruotare la vita di padre e figlio.
Un film che fa riflettere dunque e che pone domande importanti senza dover fornire necessariamente le risposte. Ma, in fondo, ce ne sono davvero?






