È il secondo giorno di pandemia.

E anche il bar all’angolo dove bevevo il mio ginseng è chiuso.

Qualcuno dice “finalmente dovevano farlo prima, chiudere le attività”.

Ma dovevano fare prima tante e tante cose.

Un tizio dall’altro lato del marciapiede risponde: “Di cosa mi devo preoccupare? Sono giovane, ai giovani non succede nulla. Per quale motivo devo avere ansia. Devo rinunciare ad uscire?“.

La giovinezza offusca la realtà anche se qui ora non si tratta di età. Il male ormai colpisce tutti.

Un anziano si fruga in tasca, è uscito nonostante tutti i divieti. Dieci minuti d’aria che si gode senza fretta. Come se qui non ci fosse pericolo. Come se nessuno avesse il diritto di privarlo della libertà.

Con il trascorrere del tempo però ci siamo resi conto che la situazione è grave e l’influenza che ci avevano descritto all’inizio, è peggio. Tanto che oggi l’Italia non respira. Trattiene il fiato.

La vecchietta stanca va a fare la spesa con il certificato, come dice lei. E la sciarpa davanti alla bocca che forse farà il miracolo, la farà tornare a casa sana senza virus.

Anche qui, nella mia città in questi tempi sembra un mondo diverso. Una città con un diverso modo di vivere. Un altro modo di alzarsi.Tardi. Senza fretta. Come se la fretta non esistesse più e fosse stata congelata, poichè tutto quello che ci propinano ovunque è gelo e fa tremare l’anima.

Quanti sono i morti, quanti sono gli ammalati, le persone guarite. E non sappiamo neppure perché siamo a questi punto. Sarà stata la troppa permissività, la leggerezza del Governo, degli italiani, il fatto di non aver preso da subito la situazione sul serio. Hanno lasciato ammalare e morire il Paese.

Quel vecchietto che ora guarda in alto, rivuole la sua vita, lui che non si è mai preoccupato di niente. Gli dispiace solo per tutto quello che non ha mai fatto. E sogna di avere ancora tempo per farlo.

Torna a casa ad aspettare, solo aspettare insieme a Kit il suo gatto, un vecchio randagio che ha raccolto qualche settimana fa, era stato abbandonato al parco qui vicino. Il vecchio gatto dal pelo rosso.

Ci si sente traditi dal destino. Quello che ho compreso di me in questi giorni è che sono poca cosa. Sola una donna che sbircia fuori dalla finestra per trovare almeno una speranza.

Angela Amendola

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