“a tu per tu con…” Michele Carelli

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Michele Carelli

primo giocatore pugliese della Nazionale di Pallavolo

La Nazionale Italiana di pallavolo maschile nella finalissima del campionato mondiale 2025 contro la Bulgaria ha centrato il bis dopo il titolo conquistato tre anni fa.

Ferdinando De Giorgi ha così portato a casa il quinto trofeo iridato della propria storia dopo quelli del 1990, del 1994, del 1998 e del 2022.

Soltanto  l’Unione Sovietica è riuscita a fare meglio con sei titoli mondiali totali.

De Giorgi diventa così il secondo allenatore, dopo Velasco, nella storia della nazionale maschile, a conquistare due campionati del mondo di fila, dopo i tre da giocatore.

Oggi, nel mio “a tu per tu con…”, mi piace mettere accanto a Fefè De Giorgi, Michele Carelli, il primo pugliese a giocare nella Nazionale di pallavolo.

Oggi, Michele, sessansettenne, felicemente sposato e nonno di due nipotini, risiede a Bitonto dove lo incontro in Piazza Marconi.

Fiore – Quando è iniziata la tua avventura nella pallavolo?

Carelli – Nell’ormai lontano 1973 fui avvicinato a scuola da un ragazzo più grande di me, che mi chiese se mi sarebbe piaciuto aggregarmi alla neoformata squadra di pallavolo della quale era uno dei componenti.

Sinceramente avrei preferito praticare un altro sport, il basket, che mi affascinava di più ma, visto che a Bitonto non vi era squadra, decisi di accettare l’invito.

Mi immersi subito negli allenamenti in vista del primo campionato di terza divisione.

L’allenatore era Vito Sasanelli che ricopriva anche il ruolo di alzatore nella squadra.

Vito è stato il mio primo maestro dal quale ho appreso i primi rudimenti della pallavolo.

Fiore – Com’è proseguita la tua carriera?

Carelli – Dopo un campionato di serie C nella Fides Triggiano, disputai la mia terza stagione nella Sida Bari, una serie B che mi diede la possibilità di essere conosciuto a livello nazionale. Infatti, a fine campionato, dopo un paio di collegiali interregionali, fui convocato per le selezioni nazionali nel Centro Olimpico di Tirrenia in Toscana.

Fiore – Siamo al momento della convocazione in Nazionale?

Carelli – Sì, nell’estate del 1976, dopo poco più di due anni di attività, superate le varie selezioni, fui convocato per un collegiale di fine stagione in compagnia di ragazzi che militavano quasi tutti in serie A1 con l’onore, come ultimo atto, di vestire la maglia azzurra in una amichevole contro i pari età della Francia, giocata a Grosseto.

Fiore – Immagino la tua emozione e la tua gioia…

Carelli – Sì, quello è stato il momento più importante della mia carriera. Ascoltare l’inno italiano schierato insieme ai miei compagni con la maglia azzurra addosso è una emozione che non può essere descritta con le parole. A distanza di tanti anni, quando ci ripenso, provo ancora delle sensazioni che solo chi le ha vissute può comprendere.

Solo nei giorni seguenti, dopo aver disputato altre partite in azzurro, mi resi conto di essere il primo pugliese ad aver avuto la fortuna, il privilegio e l’onore di indossare quella maglia, un traguardo inaspettato e raggiunto in breve tempo.

Fiore – E successivamente?

Carelli – Arrivò l’A1, con la Paoletti Catania, squadra mitica di quel periodo.

Fu una stagione di alti e bassi con possibilità di essere accanto a grandissimi giocatori. Infatti i miei compagni erano quasi tutti appartenenti alla Nazionale maggiore: grazie a loro la mia tecnica migliorò rapidamente.

Fino a quel momento, avevo sfruttato soprattutto le mie capacità fisiche avendo avuto poca possibilità di lavorare sui fondamentali.

Purtroppo in quella grande squadra non mi fu possibile giocare con continuità e decisi a fine stagione di tornare a Bari.

Fiore – Come fu il ritorno a casa?

Carelli – Quel 1977, nonostante la partecipazione al massimo campionato, terminato con un secondo posto a soli due punti dallo scudetto e le successive convocazioni in Nazionale Juniores durante l’estate, lo ricordo purtroppo come un anno di fallimenti e infortuni.

Infatti, durante il precampionato nuovamente nel Bari, mi infortunai gravemente ad un ginocchio rimanendo fermo per diversi mesi.

La ripresa fu molto difficile e solo verso la fine del campionato riuscii a disputare delle partite.

L’anno successivo approdai nella Libertas di Giovinazzo, prima squadra pugliese a partecipare ad un campionato di serie A2.

In quella squadra rimasi tre anni riuscendo a riprendermi quasi del tutto fisicamente.

I quattro anni successivi sono stati i più belli e importanti… con la maglia del Victor Village Ugento ho raggiunto il momento più alto come giocatore.

Una squadra speciale, compagni che erano per me dei fratelli, una società presente e un paese devoto alla squadra.

Con la Victor Village Ugento ho avuto la fortuna di giocare e vivere con ragazzi eccezionali, alcuni grandi campioni tra cui l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale Campione del Mondo Ferdinando (Fefè) De Giorgi.

Con lui, oltre a giocare, ho vissuto in casa insieme ad altri due compagni… ancora oggi, a distanza di più di quarant’anni, ci sentiamo e ci incontriamo spesso.

Fiore – E dopo l’Ugento?

Carelli – Durante l’ultimo anno ad Ugento mi sposai e decisi di tornare a Bitonto dove sono rimasto sei anni allenando il settore giovanile e la prima squadra di serie C con cui ho continuato a giocare.

Nei due anni seguenti, coprendo sempre il ruolo di allenatore-giocatore, sono stato a Matera dove il primo anno abbiamo disputato e vinto il campionato di B2 e il successivo in B1.

Nel ‘93 ho avuto la possibilità di allenare la mia prima squadra femminile,  l’Amatori Bari nel campionato di A2 e, contemporaneamente,  ho giocato nuovamente con la Libertas  Giovinazzo in C2.

Vinto il campionato con la Libertas Giovinazzo, ho deciso di rimanere lì, rinunciando alla guida della squadra barese per dedicarmi a guidare una squadra impostata sui giovani che mi ha dato tante soddisfazioni con la vittoria in successione del campionato di C1 e il successivo di B2.

Fiore – Fino a che età hai continuato a giocare?

Carelli – Il mio ultimo anno da giocatore è stato il 2004 in campo con i miei due figli, Francesco e Dario.

Questa è stata di sicuro una delle più belle soddisfazioni della mia lunga carriera che non avrei mai potuto immaginare di vivere.

​Dopo altre brevi esperienze come allenatore in squadre minori, ora continuo a vivere questo sport  come dirigente  nella Don Milani Volley a Bari dove, con una società seria e lungimirante, lavoro oramai da circa quindici anni e dove spero di rimanerci ancora per aiutare i giovani ad amare e praticare la mia adorata pallavolo.

Fiore – In bocca al lupo, caro Michele, e grazie del tempo dedicatomi…

Carelli – Grazie a te e che il lupo possa vivere!

Vincenzo Fiore

 

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

1 COMMENT

  1. Una bellissima intervista a Michele Carelli, un vero campione della pallavolo! La sua storia è incredibile, dalle umili origini alla convocazione in Nazionale, fino a diventare un allenatore e dirigente di successo. La sua passione per lo sport è palpabile in ogni parola. Mi ha colpito particolarmente la sua emozione quando parla della maglia azzurra e dell’inno italiano, è chiaro che è stato un momento fondamentale della sua carriera. E la sua esperienza con la Victor Village Ugento sembra essere stata davvero speciale, con compagni di squadra che sono diventati come fratelli. La sua carriera è stata segnata da alti e bassi, infortuni e successi, ma la sua dedizione allo sport è stata costante. Ora, come dirigente, continua a trasmettere la sua passione ai giovani, ed è meraviglioso vedere come la sua esperienza e la sua conoscenza dello sport possano essere utilizzate per aiutare i nuovi talenti a crescere.

    Complimenti a Michele Carelli per la sua straordinaria carriera e per aver condiviso la sua storia con noi!

    E un grande plauso a Vincenzo Fiore per aver saputo tirare fuori il meglio da Michele Carelli in questa intervista! La sua capacità di ascolto e di porre domande mirate ha permesso a Michele di aprirsi e di condividere con noi momenti così personali e significativi della sua vita e carriera. Un’intervista condotta con grande maestria e sensibilità, che ha reso giustizia alla figura di Michele Carelli e alla sua storia. Bravo Fiore!

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