“A proposito dell’amicizia” di F. Viscelli

138462
Un uomo senza amicizia, diceva Aristotele, sarà un uomo irrimediabilmente triste per tutta la vita, perché essa è un’importante fonte di felicità.
Naturalmente si riferiva non tanto all’amicizia fondata sull’utile o sul piacere, quanto piuttosto a quella basata sul bene, la più rara perché necessità di più tempo per essere messa alla prova e consolidarsi e la più disinteressata perché caratterizzata dal desiderio del bene reciproco.
La fedeltà a questo ideale rende l’amicizia più salda, altrimenti il rapporto può diventare ambiguo e instabile, può subentrare il sospetto che conduce a pensar male.
In qualunque campo, non si intraprende una gara a chi è più bravo tra amici/che, anzi chi si sentisse superiore, dovrebbe a mio parere fare di tutto per apparire più umile agli occhi dell’altro/a.
Nessuno dei due dovrebbe interpretare come un’umiliazione qualche fondato rilievo avanzato dall’altro con tatto ed il riguardo dovuto.
Esso, al momento, può dare fastidio, ma se ho stima dell’amico/a devo credere che l’abbia fatto per il mio bene e che sia giusto rifletterci sopra prima di dare sfogo al mio risentimento.
La migliore compagna dell’amicizia è poi la riservatezza.
Ecco, possibili incomprensioni possono essere spesso chiarite a parte in modo discreto e sincero.
Queste noterelle di filosofia spicciola le ho scritte nella speranza che vengano lette e prese in considerazione soprattutto da persone a me anche care che hanno visto perdere il bene di un’amicizia che sembrava solida magari per un banale fraintendimento.

Francesco Viscelli

Clicca per leggere articolo precedente:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here