Il tempo passa, i giorni corrono e tu non hai più due anni.
Sembra ieri che dormivi nel mio letto ed eccoti qua, adulta.
Siamo cresciute insieme eh Simò!
Avevo solo 22 anni quando sei nata, era come giocare con una bambola all’inizio, ma sono riuscita a crescerti forte giudiziosa sincera e libera dagli schemi imposti dagli altri.
Non segui mai la massa, hai un bel cervello che funziona e pure bene.
Quando eri nel mio grembo io fantasticavo, ho fantasticato su come ti avrei reso bellissima, sui vestiti che avrei comprato per te, sui fiocchi rosa, sulle ballerine bianche, ho fantasticato sul tuo nome, sui tuoi occhi, sui tuoi lunghi capelli da spazzolare, ti ho amata da subito.
Poi sei nata e finalmente avevo una principessa con una tutina rossa tra le braccia, senza capelli eri davvero buffa, sembravi un maschietto con una tutina rossa, ma sin da subito ti sei presentata come sei: una figlia ribelle e speciale.
Hai imparato presto a parlare, a contare, a mangiare da sola, senza fatiche hai imparato a scrivere e a leggere, hai imparato tutto e subito.
Quando eri piccola i tuoi capelli non crescevano mai e quei fiocchi rosa in testa alla fine non li abbiamo mai messi.
Ecco, eri e sei, tutto e il contrario di tutto.
Il tuo coraggio un po’ mi spaventa, sei ribelle come ribelle, io, non sono mai stata, sei grande come forse, grande, io non sono ancora.
Tu sei sempre un passo avanti, sei sempre stata un passo avanti.
Eri un passo avanti all’asilo, sei stata un passo avanti a scuola, vuoi essere un passo avanti ai tuoi coetanei, sei sempre pronta a dimostrare, dimostrare a tutti che tu sai fare bene tutto.
Le nostre bambole le abbiamo vestire e rivestite un miliardo di volte.
La vita ci riserva sempre una storia che è tutta nostra, mai uguale alle altre, da percorrere ridendo e piangendo, con la felicità e la tristezza dei momenti.
Col suo carico di rimorsi e di rimpianti, di scelte importanti, di ore irripetibili ed indelebili e di ore che vorresti passassero presto o non fossero mai esistite.
Facciamo scelte dettate dagli eventi, dalle nostre paure, dai nostri istinti… oppure le facciamo in modo razionale.
Vorrei che tu facessi le tue scelte, non pentendoti mai della loro natura.
Quelle belle, giuste e quelle che, inevitabilmente, farai o riterrai sbagliate…
Ecco, non farti mai un problema delle tue scelte, da esse dipenderanno la tua felicità e la stima che avrai di te stessa.
Molte volte la vita ci mette di fronte a situazioni nelle quali scegliere quello che riteniamo “giusto” è davvero difficile, ma il “giusto” è sempre quello che ci sentiamo di fare.
A volte le persone che ami e che amerai, si riveleranno diverse da come le credevi, le vedrai cambiare…
Le cose cambiano per vivere, … e vivono per cambiare.
A volte questi cambiamenti ti turberanno.
Ed è in quel momento che bisogna scegliere.
Potrà capitarti di dover “barattare” il tuo istinto con la ragione, come ho fatto io.
E nonostante ciò, troverai la delusione, inevitabilmente…
Diffida, da chi non sa sorridere, da chi non comprende il concetto di “serenità”, da chi non sa perdonare, da chi porta rancore, da chi è ipocrita.
Se incontrerai queste persone, non portare loro rancore, ma anzi sii felice, perché loro sono le “sfortunate”.
Hai superato tutto ora niente e nessuno ti fermerà…

Un giorno all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.
Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle , sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.
Carolina Turroni
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