In ricordo di Aurelio Villanova a “Libri, Arte e quant’altro arricchisca l’Anima”, il figlio, Gianfranco Villanova

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Speciale in ricordo del compianto artista il Maestro Aurelio Villanova

L’ospite di oggi è Gianfranco Villanova

figlio dell’amato artista Aurelio Villanova

“Una forza che sprigiona dalle sue opere, una forza che presuppone al di dentro una carica emotivae di sensibilità particolarmente ricca e raffinata”.

Prof. Guido Scaramellini

A un centenario dalla sua nascita, oggi nel mio spazio ricorderemo, insieme al figlio Gianfranco, un uomo, un artista che ha fatto della sua esistenza un’opera d’arte; dipingendo e creando per decenni opere d’inestimabile bellezza… Un esempio di perseveranza e tenacia. Una vita intera dedita all’ arte fino al suo ultimo respiro terreno.

Un animo sensibile, legato alla sua terra e a quella bellezza genuina, spesso dimenticata nell’ arte odierna. Socievole, altruista, benvoluto da tutti. Una fonte d’ispirazione per molti giovani pittori.  Guardando le sue opere ci si perde, si sconfina dove realtà e immaginario si mescolano e producono in noi quella sensazione d’ infinito, proprio come le interminabili pennellate che danzano sulla sua tela esprimendo appieno la passione sincera di questo artista che riporta in ogni sua opera tutto l’amore che solo un animo talentuoso possiede in questa misura.

Conosciamolo meglio

Aurelio Villanova, pittore impressionista contemporaneo, nasce a Sernaglia della Battaglia (Treviso), il 9 Ottobre 1923, muore a Dalmine (Bergamo) il 21 Maggio 2012. Iscritto all’albo europeo dei professionisti artisti, per meriti è membro di varie accademie; premiato con Attestato Internazionale di Merito, “International Award” per l’illustre e determinato contributo dato alle arti, alle lettere e al potenziamento della cooperazione mondiale per il progresso della cultura. Firmata “Member of the Council” E “Dall’ Executive Officierdell’International Institute of Arts and Letters of Zurigo, given this juli 1970. Le Sue opere figurano in diverse collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero; Portogallo- USA-Lussemburgo- Germania-Svizzera- e in diversi Siti d’Arte Contemporanea Nazionali e Internazionali. Ora appartenente al Gruppo “Professional Art” – Gruppo Artistico Professionale.

Raffaele De Salvatore, Critico, Giornalista, Direttore della rivista “Euroarte”, di lui dice: “La ricerca del Maestro Aurelio Villanova è stata da sempre quella di trascrivere emozioni e sensazioni personali attraverso il linguaggio universale dell’arte, la pittura. Varie sono state le tecniche sperimentate da questo artista e altrettante le tematiche trattate in questi anni nella sua lunga attività pittorica, cominciata durante il secondo confitto mondiale. Interessanti sono i suoi lavori: le nature morte, i ritratti, i paesaggi, le vedute panoramiche di città apparentemente vuote, dove in esse i vecchi palazzi come statue fanno da testimoni del tempo che passa. Le tele di Villanova sono tasselli di un mosaico personale dove ogni “tessera” è un episodio di vita vissuta e un ricordo; inoltre la sua pittura è misurata e gradevole, intensa in alcune evidenziazioni d’ambiente, mai monotona o superficiale”.

E ancora il professor A. Montari aggiunge: “La pittura di Villanova non è quella dei grattacieli e delle gru meccaniche; il cuore non gli reggerebbe a tanto squallore, ma bensì quella delle case basse con la vernice scrostata sui muri o dello splendido paesaggio veneziano. Certi quadri per la loro preziosità stilistica fanno ritornare alla mente vecchi e cari capolavori del nostro ottocento”.

Molte le testimonianze di stima verso quest’uomo e il suo talento. Un artista di altri tempi che ha saputo spendersi per amore del bello, trasmutando le sue emozioni in magnificenze a oggi stimate e amate da chi sa riconoscere la purezza del vero Talento.

Ci sarebbero pagine intere da scrivere sulla sua carriera, ma preferisco lasciar parlare chi lo ha davvero conosciuto e amato, suo figlio, Gianfranco Villanova.

Benvenuto Gianfranco, grazie di essere qui. L’interesse per il disegno, per le Arti in genere, nasce in suo padre creando i primi schizzi a matita, durante il secondo conflitto mondiale, mentre si trova impiegato presso il comune di Pieve di Soligo come collocatore e segretario Tecnico delle Arti. Gli ha mai parlato di quegli anni?

Tantissimo!

Ha conservato qualche schizzo?

Posseggo questo doc. Pass commissionato dalle forze tedesche nel 1944.

Un ricordo del Maestro Aurelio Villanova, non come artista, ma come padre.

Sempre disponibile con tutti, per la sua simpatia e professionalità, in gruppo era sempre al centro dell’attenzione.

 

Che rapporto aveva con la fama e la notorietà?

Mio padre era nato in un momento assai difficile, erano appena passati cinque anni dal primo conflitto mondiale, e aveva appieno vissuto il secondo grande conflitto. Grilli per la testa non ne ha mai avuti, ha sempre affrontato tutto con semplicità, quasi con indifferenza, lui era sempre concentrato nella Pittura. Scoprì tardi i suoi importanti incontri e delle sue conoscenze di un certo spessore… come: Sironi, Gottuso, Carrà, Sassu, Vedova, Schifano, De Filippi, il Dott. Aniasi, ai tempi Sindaco di Milano, l’Attore Adolfo Celi, Bramieri, Baj. Con Sironi ebbe un piacevolissimo incontro ad una collettiva in cui partecipò e non a caso, ai tempi, alcuni critici lo definirono per la assomiglianza dei lavori che eseguiva, “Villanova il Sironiano”.

Da piccolo suo padre l’ha mai spronata ad interessarsi all’arte, a dipingere?

Presso casa di Papa Giovanni XXIII°, io e mio padre, avevo 4 anni, L’Eco di Bergano (1962)Assolutamente, in questa immagine  ci troviamo presso la casa di Papa Giovanni XXIII°, io e mio padre, avevo 4 anni, L’Eco di Bergano (1962)

Ad un concorso di pittura organizzato da Cesare Togni nel suo circo, suo padre conobbe il Prof. Juanito Vettore, pittore impressionista argentino e Enzo Simonetti, legando con loro uno stretto legame di amicizia, tanto da essere ironicamente soprannominati dalla stampa milanese “I Tre Moschettieri”. Ha avuto modo di conoscerli? Ha un ricordo della loro amicizia da raccontarci?

Ho avuto l’onore e l’occasione di conoscere gran parte di tutte le persone qui citate, Simonetti era l’amico forse più legato a mio padre, sempre costantemente presente, mentre con Vettore essendo insegnante, era più impegnato, e quindi legò di meno.

Il primo a sx, Enzo Simonetti, al centro il Prof. Amerigo Janito Vettore,

ultimo a dx Aurelio Villanova.

Nel Gennaio 2009, suo padre è stato invitato da Raffaele De Salvatore giornalista e Direttore della rivista d’Arte Contemporanea “EuroArte” a presentare le sue opere sulla TV Satellitare SKY e pubblicarne altre sulla sua importante rivista d’Arte. Si ricorda cosa le disse suo padre in quell’occasione? Le sue emozioni.

Mio padre non ha mai avuto gran interesse a queste manifestazioni Video…lui preferiva fare tutto in prima persona, esserci fisicamente per lui era più importante.

Tra i tantissimi riconoscimenti avuti nella sua carriera, quale lo ha reso più fiero?

Forse uno dei primi, quello di Macerata…Allego immagine

Era influenzato da qualche corrente artistica in particolare?

Be’ quella di Sironi e Carrà…che li conobbe personalmente.

Suo padre era un sognatore?

Penso di sì, un Artista se non lo è, non è un Artista!

Un aneddoto divertente della vostra quotidianità?

 Ce ne sarebbero a centinaia, ma quelli a tavola, a pranzo o a cena, erano insuperabili.

Come era come nonno?

Era un nonno molto orgoglioso, un nonno presente. Ad ognuno di loro “quattro nipoti” realizzò e regalo un quadro personalizzato.

Tra tutte le sue opere ce n’è una nata in momento particolare, e se sì qual è?

Mio padre a ne ha create a migliaia, ma quella per me, non tanto per la particolarità dell’Opera stessa, ma per il momento e lo spirito in cui si trovava quando la creata…Ormai stanco, e debilitato fisicamente e spiritualmente, di notte buttò giù questo un volto…è stata la sua ultima Opera finita, quella in foto in esecuzione non la finì, morì pochi giorni dopo…

Se potesse averlo qui con lei, cosa gli direbbe?

Più che dire, avrei tantissime domande da fargli, perché lui aveva ancora tanto da raccontare…e soprattutto da insegnare.

Il più grande insegnamento che le ha lasciato?

Onestà, Disponibilità, Altruismo, e tanto amore per l’Arte e la Vita.

E giungo all’ultima domanda, di rito per gli ospiti di Screpmagazine, le opere di suo padre portavano un messaggio particolare?

Basti leggere le innumerevoli Recensioni dei più importanti Critici e Storici dell’Arte di Milano dell’epoca, lì c’è scritto molto di lui, come uomo e come Artista.

Nel ringraziarla del tempo dedicatomi, ricordo ai nostri lettori che possono seguirla sul suo canale Youtube.

Intervista a cura di Monica Pasero

1 COMMENT

  1. Di Monica Pasero, che dire…Professionale, disponibile, altruista, eccellente scrittrice e poeta, una Donna di Gran Cuore…
    Grazie di tutto.
    Gianfranco Villanova

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