Stare comodi rende felici

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Qualche giorno fa, guardando qualche video su YouTube, mi sono imbattuta in un “cartone” che facevano quando ero piccola: “Banane in pigiama“.

Aveva come protagoniste due banane perennemente in pigiama, simpatiche, le guardo tutt’oggi con piacere.

E allora mi son chiesta: com’è nata la moda del pigiama?

La parola “pigiama” è di origine turca, e veniva già usata nel periodo dell’Impero Ottomano. Erano dei pantaloni legati in vita con una corda, venivano usati in Iran, India, Pakistan e Bangladesh con una tunica e una cintura estendibile fino alle ginocchia.

È stato introdotto nel mondo occidentale intorno al 1870, quando i coloni britannici, che avevano iniziato ad usarlo come alternativa alla classica camicia da notte, continuarono ad usarlo al loro ritorno.

Fino al XX secolo è stato utilizzato come indumento da relax per uomo.

Nel 1920, la moda fece si che questo abbigliamento fosse utilizzato anche dalle donne. Si trasforma così in un capo informale, anticonformista. All’inizio degli anni ‘30, molte donne lo utilizzarono in strada o in spiaggia, sostituendolo al costume.

Nel periodo di guerra il pigiama ha un calo, per poi risalire negli anni ‘60 con la creazione del “pigiama palazzo”, indossato da Jacqueline Kennedy e dalle donne importanti di quel periodo.

Nel periodo del 1970, gli abiti da sera vennero realizzati in raso e crepe, proprio per ricordare il pigiama.

Dagli anni ‘80 in poi il pigiama divenne indumento domestico, utilizzato solo per andare a dormire.

Oggi possiamo scegliere tra una vastità di pigiami, diversi tra loro per colori e fantasie, tessuti, tagli.

Una vera scoperta per il comfort notturno di grandi e piccini.

In questi tempi difficili il pigiama ci rassicura: è il capo che indossiamo a letto, al sicuro, sotto le coperte. Quando sogniamo“.

(Matteo Persivale, Il Corriere della Sera).

Giulia Trio

Cicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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