Settembre è un cielo profondo perché sembra contenere tutto: la luce obliqua dell’estate che se ne va, un tempo sospeso tra l’ultimo respiro dell’estate e la silente carezza dell’autunno che avanza, un crepuscolo intessuto di simboli e presagi.
È silenzio che si fa mare, è pelle che sfuma, memoria liquida, è un respiro in bilico, una voce che non mendica più ascolto, un colore che si dissolve prima ancora di darsi un nome.
Ha il profumo di maturità e attesa, di raccolta e ripensamenti, ha il sapore delle promesse non mantenute, il passo leggero delle cose che si congedano senza far rumore, come pensieri trattenuti.
È il mese dei ritorni, è un invito ad abitare il tempo, a rimanere, a ritrovare il ritmo delle cose essenziali.
Settembre porta con sé la certezza che in ogni tramonto si nasconde il grembo del giorno.
Piera Messinese






