Ammettiamolo: una volta per sempre!

La responsabilità e il buon senso sono fanfaluche per tantissimi abitanti della penisola italiana.

La dimostrazione è data dai tanti comportamenti che non rispettano le misure governative emanate per contenere la diffusione del Covid 19.

Si è in un momento storico dove né la paura né le sanzioni né la possibilità del carcere riescono a tenere a bada gli atteggiamenti di chi, fregandosene altamente di finire in una bara e di far finire gli altri, esce, va a correre, si incontra per strada con la ragazza o il ragazzo, porta il cane continuamente fuori per i suoi bisogni, va al supermercato il più lontano possibile dalla sua abitazione per risparmiare qualcosina, a volte pochi euro, e continua imperterrito a fare tutto quello che non dovrebbe fare per contribuire a sconfiggere un’emergenza sanitaria di portata mondiale.

Emergenza che sta comportando blocco di aziende, chiusura di migliaia di piccole e medie imprese, perdita del lavoro per decine di migliaia di persone e che potrebbe portare il Paese Italia al default.

Comportamenti e atteggiamenti che danno gambe ed energia al Covid19 e contribuiscono ad allargare a macchia d’olio il contagio con tutte le conseguenze di dolore e morte.

Ecco perché vado sostenendo che queste persone vanno assolutamente fermate, con ogni mezzo e strumento.

Non bastano più le parole del Sindaco Antonio De Caro di Bari o del Sindaco di Delia nell’agrigentino.

Serve l’esercito con facoltà di arrestare e buttare nelle patrie galere l’irresponsabile che oggi è il simbolo di un modo di agire che si sta prolungando e non accenna a diminuire.

Abbiamo bisogno di uscire da questa emergenza il prima possibile.

Per i nostri figli, per il nostro futuro, per evitare che ci si sieda e non ci si rialzi in tempo per evitare il collasso completo di un Paese, e questo a tutto vantaggio di quei paesi europei – ma esiste ancora l’ Europa? – che ben vedrebbero l’Italia in default…NOI PERMETTEREMO QUESTO?

Ecco perché si deve mettere in campo l’esercito che con adeguati presidi nei vari territori svolga il ruolo di fermo e duro deterrente verso chi “trovata la norma sceglie il modo migliore per aggirarla” e renda più ferrei i controlli al fianco delle forze dell’ordine.

“La libertà del singolo è un bene prezioso ma termina nel momento in cui mette a rischio quella di intere comunità”.

Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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