La finestra di Nonna Rosa

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C’era una volta una finestra davanti al mare. Era una finestra bianca, con il legno logoro dal sale dell’oceano e il vetro un po’ annebbiato dal vento e dalla salsedine.

La finestra apparteneva a una piccola casa di pescatori, che si ergeva in riva all’oceano, con il suo tetto di tegole rosse e le pareti dipinte di blu.

All’interno della casa, c’era una vecchia sedia di legno davanti alla finestra. Da lì, si poteva vedere il mare in tutta la sua maestosità. Le onde si infrangevano dolcemente sulla spiaggia, il sole sorgeva lentamente all’orizzonte e il cielo si tingeva di mille colori al tramonto.

Era uno spettacolo mozzafiato, che ogni giorno regalava emozioni uniche.
Una vecchia signora abitava in questa casa di pescatori.

Si chiamava Nonna Rosa e amava sedersi sulla sua vecchia sedia di legno, davanti alla finestra, e contemplare il mare. Le ricordava il suo amato marito, un pescatore coraggioso che un tempo solcava quelle stesse acque. Guardando il mare, la mente di Nonna Rosa vagava tra i ricordi felici e i momenti vissuti con lui.

La finestra davanti al mare era diventata per Nonna Rosa un luogo di riflessione e meditazione, un posto dove ritrovare la pace interiore. Ogni giorno, al calar della sera, si sedeva lì e lasciava che il suono delle onde e il profumo di salsedine cullasse i suoi pensieri.

Era lì che trovava serenità e conforto.

Così la finestra davanti al mare divenne una compagna silenziosa, un punto di osservazione privilegiato sul mondo. E anche se il legno si consumava e il vetro si opacizzava un po’ di più ogni giorno, quella finestra continuava a custodire il segreto dei pensieri di Nonna Rosa e a offrire uno sguardo senza tempo sull’infinito mare.

Angela Amendola

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