Anche oggi vi propongo un mio piccolo racconto. Sono pezzi dei miei ricordi chiusi nel cuore. A volte  dimenticati ma, basta poco, un’odore, una canzone, che tutto torna alla mente.

Giorno in un luogo in cui sono cresciuta. Parco Pozzi di Aversa

20 maggio 2020, il sole è alto, fa caldo e decido di andare a fare una passeggiata con il mio cane Niko al Parco Pozzi, dove da bambina spesso andavo con mio padre a fare una passeggiata.

È il polmone verde di Aversa, finalmente riaperto, dopo il periodo di quarantena che ci ha costretti a restare a casa.

Ci mettiamo in macchina e Niko è già molto agitato. Sono poche le volte che lo porto in macchina con me. Lo metto sul sedile a fianco al mio e, prima di partire, apro i finestrini della macchina. Niko è molto curioso, vuole vedere cosa c’è fuori e annusare tutti gli odori che sono nell’aria.

Il tratto di strada per arrivare al parco non è molto lungo, ma pieno di traffico. Dobbiamo percorrere un tratto della Variante, strada notoriamente trafficata, che collega Caserta con Napoli. Le macchine sono tante, di diversi colori e forme.

Ecco…, c’è traffico, come consueto. Al semaforo aspettiamo pazientemente il verde, ma non manca un mio gesto di chiaro nervosismo ai guidatori di motorini e minicar che, non rispettando il codice della strada, intralciano il traffico.
Niko affacciato al finestrino annusa incuriosito l’aria.
Siamo ancora fermi e mi guardo intorno.
A causa della pandemia, molti negozi sono ancora chiusi. La mia attenzione è catturata dal negozio di articoli da lavoro. È aperto e ha esposto sul marciapiede alcuni manichini su cui sono esposte tute da lavoro con caschi protettivi, e camici bianchi. È bello vedere la merce esposta, sembra danzare trascinata dal vento.
Finalmente il semaforo è verde e i clacson cominciano a suonare all’impazzata.

Prima che al semaforo scatti il rosso svolto a destra, siamo quasi arrivati al parco, ma c’è ancora traffico; si cammina piano e Niko comincia ad essere insofferente cominciando a piangere. Lo accarezzo, lo guardo e sorrido; è così strano col pelo corto, la testa piccola e i denti sporgenti. Riesco a calmarlo cantando “Ciao mamma” di Jovanotti che ascolto per radio e, riprendendo il cammino verso il parco, già vedo persone passeggiare con tute, scarpette e mascherine di vari colori.

Giunti al parcheggio del parco scendiamo dalla macchina e, prima di iniziare la passeggiata, faccio bere Niko; so che col caldo i cani bevono molto, perciò ho portato con me una bottiglietta di acqua con bicchiere per farlo bere. Come un bimbo, Niko beve avidamente l’acqua dal bicchiere che ho in mano. Gli va un po’ di traverso e comincia a tossire; gli do qualche piccolo schiaffo sul dorso, come mi consigliò il veterinario, e tutto passa, siamo pronti per la passeggiata.

Appena entrati vedo che la zona recintata adibita a far stare i cani senza guinzaglio è occupata e fuori già ci si è creata una fila che aspetta il turno; in questo periodo anche i cani devono fare la fila per entrare nell’area a loro riservata. Sorrido e continuo la passeggiata, terrò Niko a guinzaglio.

Guardandomi intorno il parco sembra rinato. Gli alberi curati, le panchine piene di persone che nonostante le mascherine parlano tra loro, mantenendo la distanza. Molte persone corrono, si incontrano con amici, si salutano, si dicono poche parole e si danno appuntamento a dopo l’allenamento, devono continuare il loro giro, altre persone si incontrano e continuano a correre insieme.

Mi soffermo a guardare un ragazzo di colore.
Ha una tuta con colori sgargianti e sta facendo ginnastica su delle travi di legno. Terminato il suo allenamento si avvicina alla fontana, si sciacqua il viso e, prima di andar via, mi saluta con un sorriso.
Guardando il cielo e il sole tra le foglie degli alberi, la mente torna a quando ho imparato ad andare in bicicletta senza rotelle.

Avevo otto anni, papà mi portò qui, tolse le rotelle alla bicicletta, mi sistemò sul sellino e cominciai a andare a destra e sinistra con la paura di cadere. Papà mi teneva da dietro, fino a quando non presi l’equilibrio e pedalai da sola, immersa nel verde del parco ben curato. Ero felice di essere riuscita nell’impresa, mentre lui, soddisfatto, guardava com’ero brava ad andare da sola in bicicletta. Certo, a volte cadevo, papà mi raggiungeva, si rassicurava sul fatto che non mi fossi fatta male, vedeva se la bicicletta era stabile, e con un sorriso mi metteva di nuovo in sella, mi dava una piccola spinta e … VIA ero pronta per una nuova avventura tra gli alti alberi e i fiori.

Quanti ricordi ha questo parco, dall’infanzia a quando da ragazza facevo lunghe passeggiate da sola per sentire le foglie degli alberi “ parlare”, mosse dal vento.

Il Parco Pozzi è un posto a me molto caro; quanti pomeriggi passo ancora su una panchina a leggere un libro e a respirare un poco di aria pura.

Ma i bei ricordi sono interrotti…

Niko comincia ad abbaiare forte e mi tira verso destra; un cane molto più grande di lui abbaia, è tenuto forte al guinzaglio dal padrone. Tiro Niko verso di me e riprendo la passeggiata, non posso distrarmi, devo stare attenta agli altri cani che incontriamo.

Mi guardo intorno e vedo che il parco è pieno di persone che hanno avuto la mia stessa idea di portare al parco il proprio cane; mi avvolgo il guinzaglio alla mano, per controllare meglio Niko e continuiamo la passeggiata. Tra un cane e un altro passeggio, seguendo attentamente dove va il mio. Niko si avvicina a un cane della sua taglia, il padrone lo lascia avvicinare, i cani si scrutano, si annusano, cominciano a fare amicizia, tra gli sguardi e i sorrisi delle persone che ci passano accanto; sono davvero carini insieme. L’altro cane è una femmina ben curata, ed educata, si chiama Stella, e a Niko piace; decido di continuare la passeggiata con loro.

I cani camminano allegramente avanti a noi scodinzolando e voltandosi ogni tanto.

Tra la gente che corre, i grandi alberi che ci danno un poco di ombra e le aiuole ben curate mi rilasso facendo quattro chiacchiere con Mirco, padrone di Stella

Mirco è un uomo di 60 anni, molto gentile e, durante la passeggiata mi racconta della sua vita.

È di origini calabresi e, per amore venti anni fa si è trasferito ad Aversa. Felicemente sposato con Angela, non hanno avuto figli, hanno provato anche ad adottarne uno, ma è un percorso lungo e difficile, tanto che si sono scoraggiati e rassegnati a non averne.

Due anni fa un loro caro amico, sapendo che sia Mirco che Angela amavano gli animali, gli portò una piccola cagnetta che aveva trovato sul ciglio della strada. Era spaventata e disorientata tanto che la stava investendo; così si fermò, la prese e la portò a casa loro. Da allora Stella riempie la vita di Mirco con grande gioia e sua moglie Angela la tratta come figlia, è la sua bimba.

Continuando la nostra passeggiata, passiamo accanto ai campi di calcio e di bocce ancora chiusi; il parco è aperto solo per una passeggiata, le attività sportive sono ancora vietate. È davvero triste vedere questi posti vuoti, frequentati, fino a qualche mese fa, da giovani che giocavano a calcio e anziani che giocavano a bocce.

Vedendo il mio volto triste Mirco mi fa notare, più avanti, l’area dedicata ai giochi per i bambini ancora chiusa. Con un sorriso sperammo di rivedere presto i bambini giocare, i ragazzi fare partite di calcio e gli anziani discutere animatamente su quale boccia fosse più vicino al pallino per dare punto all’uno o all’altro.

Riprenderanno tutte le attività… ci vuole un poco di pazienza e tempo, pensai mentre io, Mirco, Stella e Niko terminavano la nostra passeggiata.

Mirco e Stella ci accompagnano al parcheggio e mi é difficile convincere Niko a salire in macchina, non vuole salutare Stella; lo prendo tra le braccia e lo metto sul sedile passeggero con la promessa che il giorno dopo avrebbe rivisto la sua amica.

Tra le tante macchine parcheggiate e i grandi alberi verdi del parcheggio Mirco e Stella ci salutano raccomandandoci di tornare domani pomeriggio alle diciotto a fare la passeggiata nel parco, ci avrebbero aspettato. Niko al finestrino saluta la sua nuova amica e con un colpo di clacson partiamo verso casa.

Oggi, 20 maggio 2020 è nato l’amore tra Niko e Stella al Parco Pozzi.

Maria Grazia  Del Franco 

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