La mente umana è quanto di più incomprensibile possa esistere.
È difficile poter distinguere le varie sfaccettature e scindere il genio dalla follia pura. Almeno per me. Eppure, più mi addentro in questa zona, più vorrei conoscere cosa c’è più avanti.
È una strada tortuosa ma anche affascinante, perché siamo abituati a vedere l’internato nel manicomio come un personaggio che grida o che scuote la testa, o ancora seduto in un angolo ad imprecare contro Dio e il mondo.
Non sempre è così.
Non dimentichiamo che, prima della legge Basaglia, i manicomi erano affollati da gente che con la pazzia aveva poco a che vedere. Era facile, tanto facile rinchiudere le persone, magari ribelli davanti ad una società che li voleva tutti uniformati. Altri ancora depressi o sofferenti nell’animo a causa delle avversità della vita.
In pochi ne uscivano vivi e quelli che ce la facevano, vivevano col marchio del folle. Girovagando nel web mi sono imbattuta in quello che per me, era un genio: Giuseppe Versino.
Era uno dei tanti pazienti psichiatrici del primo novecento, ospite della struttura di Collegno (To). Non ho trovato un luogo di nascita ma solo la data, 1882. Si spense nel 1963. Non esistono neanche documenti che attestino il motivo del suo internamento o che raccontino la sua storia personale.
Ma allora perché tutto questo interesse? La domanda è legittima e avrete una risposta!
Giuseppe ha lasciato un’eredità unica, un’intera collezione di abiti, pantaloni, camicie, tutti realizzati con gli stracci utilizzati per la pulizia. Gli stracci venivano lavati e sfilacciati per poi essere intrecciati fra loro, creando capi d’abbigliamento fuori dal comune, sia nel peso che nella complessità.
I tempi per creare un singolo capo erano davvero molto lunghi, occorreva almeno un mese di intenso lavoro, considerando che non aveva altri impegni ad interromperlo, sicuramente ci lavorava per molte ore durante il giorno. Uno di questi straordinari abiti, lo troviamo esposto presso il Folk Art Museum. Pesa 95 kg. Gesti ripetuti in maniera ossessiva, necessità, ritualità e creatività.
E quindi, siamo davvero sicuri che fosse folle?
Poteva essere tranquillamente un genio incompreso! Non lo sapremo mai, purtroppo!






