La mia intervista fuori onda

Nei giorni scorsi sono stato di passaggio dalla Frazione di Braulins, Comune di Trasaghis nel Friuli-Venezia Giulia per visitare la Chiesetta di San Michele dei Pagani risalente al XIII secolo e costruita, come si narra, sulle fondamenta di un tempio pagano di epoca longobarda.
Preso dalla curiosità, dopo la visita alla Chiesetta, mi avvio verso la locale Biblioteca per cercare altre notizie sulla costruzione del luogo sacro e scoprire se fosse vero che fosse stato realizzato sulle fondamenta di un tempio pagano.
Entro nella Biblioteca e avverto addosso lo sguardo di una gentile signora.

Gli sguardi si incrociano e in contemporanea partono due “ciao”.
Con mia somma meraviglia riconosco la gentile signora.
Chi era?
Michela Rossi, l’autrice della silloge poetica “Nostalgico ricordo” e protagonista di un mio “a tu per tu con…” apparso sul presente blog il 17 marzo scorso.
Buongiorno, gentile Michela, che fai?
Stasera presento il mio “Nostalgico ricordo” e sono venuta in Biblioteca per sistemare la sala e mettere in evidenza l’evento con l’esposizione del mio libro e di alcune locandine. E tu che fai a Braulins?
Cerco notizie sulla Chiesetta di San Michele dei Pagani.
Interessante!
… e visto che mi trovo, sarò ben lieto di partecipare alla tua manifestazione che mi darà la possibilità di conoscere de visu la mia amica Adelia Rossi, valida scrittrice e poetessa, nonché tua cugina.
Fammi però un piacere, non dirle che ci sarò! Sono curioso di osservare le sue emozioni.
Tranquillo, saprò mantenere il segreto.

…a stasera!
Sì, a più tardi!
Cerco un ristorante dove potermi rifocillare e gustare il piatto tipico del luogo, che più di ogni altro ne rappresenta l’identità: il frico, una prelibatezza, nata in Carnia, regione alpina del Friuli, ed emblema della cucina povera e del non sprecare nulla.
Un piatto antichissimo, la cui prima descrizione trovasi nel trattato “De Arte Coquinaria” del Maestro Martino da Como intorno alla metà del Quattrocento. “Molto vero” mi dice il cameriere, che aggiunge: “Inizialmente, il frico era un modo per recuperare gli strissulis, ovvero i ritagli di formaggio avanzati dalla modellatura delle forme. Oggi è diventato un piatto celebrato, presente in ogni ristorante che si rispetti, passando per il Friuli!”
“Aggiungo – sottolinea il mio interlocutore – il frico si presenta principalmente in due versioni: la prima è il frico croccante, una sorta di cialda sottile e dorata fatta di solo formaggio fuso in padella, perfetta come stuzzichino o aperitivo, la seconda, e più sostanziosa, è il frico morbido, un tortino goloso dove al formaggio, rigorosamente Montasio di diverse stagionature, si uniscono patate e spesso cipolle, cotto lentamente fino a formare una crosticina esterna irresistibile che racchiude un cuore tenero e filante”.
Chiuso il pranzo con un ottimo caffè, mi avvio verso il B&B, dove avevo trovato alloggio, per la mia solita pennichella che mi porta a riflettere sulle simpatiche e saporite coincidenze che ti presenta il quotidiano della vita e sul come avrebbe reagito Adelia nel vedermi.
Ore 19,45: eccomi nei pressi della Biblioteca, luogo dell’evento poetico di Michela.
Entro quasi per ultimo indossando un paio di occhiali con lenti molto oscurate e un cappello per non farmi riconoscere da Adelia che, nel frattempo, è già seduta accanto a Michela per condurre la serata.
Ore 20,00: eccomi seduto in penultima fila e ben nascosto tra il numeroso pubblico.

Adelia introduce, scruto i suoi occhi, osservo la sua voce… una voce tremante, ricca di emozioni, accompagnata da occhi inumiditi da lacrime che vogliono sgorgare! È il bello di trovarsi dall’altra parte e gioire del successo altrui. Sì, l’introduzione e la conduzione scatenano una empatia totale con gli intervenuti e mettono a proprio agio la Michela non avvezza a simili eventi.
Ecco lacrimucce inumidire gli occhi di Michela e scorrere sul suo viso…
Di fronte a tanta emozione mi tolgo il cappello, indosso i miei soliti occhiali e con voce ferma interrompo la scena e dico… “Forza Michela, oggi è il tuo giorno!”
Ed ecco Adelia alzarsi e trattenere a stento, coprendo con una mano la bocca, quel grido che nasce: “Che bello Michela, c’è anche Vincenzo Fiore tra noi, l’amico pugliese di cui ogni tanto ti parlo e che recentemente ti ha intervistato. Che bella sorpresa, caro Vincenzo.”
E sono emozioni che folgorano la gente intervenuta e rendono più caldo il clima.
Eccomi a tu per tu con Michela ed Adelia con un fiume di congratulazioni all’autrice della silloge e un forte abbraccio ad Adelia che sancisce la nostra decennale amicizia su Facebook.
“La presentazione di stasera presso la Biblioteca Comunale di Braulins ha sorpreso me ed Adelia positivamente”, mi dice Michela.
E incalza: “Essendo Braulins un piccolo centro ci aspettavamo poche persone, invece la gente, come hai potuto constatare, continuava ad arrivare e la ragazza che gestisce la biblioteca, Elena Frisacco, ha cercato ogni sedia possibile anche se alcune persone sono rimaste in piedi.
Devo dire che non ho mai visto una Adelia così emozionata. Ha saputo col suo modo empatico coinvolgere gli intervenuti che non sono stati semplici spettatori, come hai potuto osservare anche tu, ma hanno partecipato commentando alcune delle poesie lette e chiedendo, tirando a caso un numero di pagina, di leggere la poesia relativa.

Per la serata avevo anche scritto su un foglio a parte, la poesia dedicata a mio nonno paterno che tu hai pubblicato nell’intervista fattami.
È una poesia a cui tengo molto e avevo piacere di condividerla con i presenti.
Senza dubbio mi aspettavo una reazione perché è una poesia forte e purtroppo ancora attuale, ma mai mi sarei immaginata, come hai potuto vedere, che Adelia sarebbe scoppiata in lacrime e con lei anche le persone presenti che hanno saputo sciogliere il momento con un applauso.
Questo momento speciale lo dedico a mio nonno che ha lasciato questa terra quando era solo un ragazzo e che non ha potuto vedere crescere i suoi figli e a mio padre che ha sofferto una vita intera immaginando come sarebbe stato avere un padre e che, ancora oggi che ha quasi ottantotto anni, mi dice: “Se solo avessi avuto mio padre”.
Mi dispiace solo di non essere riuscita a dedicare del tempo alle persone intervenute che, mentre mi chiedevano il libro, avevano delle domande e delle curiosità… ma non ero pronta a questo afflusso.
È una biblioteca dove tornerò molto volentieri per presentare il mio primo romanzo che quest’anno vedrà la luce.
Ringrazio Adelia per il modo affettuoso e coinvolgente con cui ha relazionato e la tua persona per l’inaspettato tuo arrivo nella nostra comunità.
Se l’avessi saputo per tempo ti avrei inserito tra i relatori dell’evento”.

E tu Adelia che mi dici?
“La presentazione della silloge poetica di Michela è stata una serata strepitosa! Tantissime persone, per la maggior parte sconosciute… il che significa aver centrato l’obiettivo che è sempre quello: portare a meglio conoscere e apprezzare la poesia.
E tutto stasera è avvenuto in modo spontaneo.
Senza appunti, senza tracce, ma solamente con una profonda e intensa emozione che mi è sgorgata incontenibile mentre mi lasciavo avvolgere dal calore e dalla bellezza dei versi di Michela con l’immediata empatia giunta con i presenti che si leggeva nello sguardo attento di ognuno e che ti trascinava in un coinvolgimento totale e vero, capace di immergerti lungo un percorso che Michela ha sapientemente tracciato.
La tua presenza, molto gradita e inaspettata, ha fatto il resto”.
Michela Rossi aggiunge: “Caro Vincenzo, lasciami ringraziare la comunità di Trasaghis che ha partecipato numerosa e si è dimostrata interessata e attiva con domande e commenti bellissimi, la sindaca Stefania Pisu e l’assessore alla cultura Natalia Franzil che si sono prodigate per la serata, la ragazza che gestisce la biblioteca, mia cognata per i segnalibro e soprattutto Adelia che stasera è stata straordinaria con il saper coinvolgere e interessare i presenti. Tutto è stato nutrimento per il mio cuore.”

Vincenzo Fiore






