“Non ho paura di lui”

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Nel confronto tra potere politico e autorità spirituale, il linguaggio utilizzato non è mai neutro: esso rivela il livello etico di chi lo adopera e la capacità di riconoscere il valore dell’altro.
È proprio su questo piano che le parole di Donald Trump nei confronti di Papa Leone, risultano inopportune, fuori luogo, particolarmente gravi.

In questo clima di tensione, il Papa ha risposto a Trump con parole semplici ma significative: “Non mi fa paura.”

Una dichiarazione che esprime fermezza interiore e serenità, tipiche di un’autorità spirituale che non si fonda sul timore né sulla forza, ma sulla coscienza e sulla fede.

“Non ho paura” esprime una fiducia totale in Dio: il Papa manifesta l’abbandono alla volontà divina e la certezza che la verità e il bene non dipendono dai poteri terreni.
È un’affermazione di fede e di coraggio evangelico, che richiama l’invito cristiano a non temere quando si testimonia il Vangelo, anche davanti a chi detiene autorità o potere.

Quando il linguaggio si fa sprezzante e offensivo, non si tratta solo di uno scontro di idee, ma di una mancanza di rispetto verso una figura che, per milioni di persone, rappresenta un punto di riferimento spirituale e morale.

Definire il Papa “debole” o “pessimo” non è semplicemente una critica: è un atteggiamento che rivela arroganza, perché pretende di giudicare con criteri di potere terreno chi invece opera su un piano diverso.

L’arroganza, in questo caso, si manifesta proprio nell’incapacità di riconoscere il valore dell’altro. Il Papa non esercita un’autorità fondata sulla forza, ma sull’esempio, sul dialogo e sulla difesa della dignità umana.

Ridurre questa missione a una logica di successo politico significa non comprenderne la natura.
Dal punto di vista etico, il rispetto è il fondamento di ogni confronto autentico. Criticare è legittimo, ma quando la critica diventa derisione o attacco personale, perde ogni valore morale e si trasforma in prevaricazione.

In questo senso, le parole di Trump appaiono non solo dure, ma eticamente discutibili: perché colpiscono non soltanto una persona, ma un’istituzione spirituale che richiama costantemente alla pace, alla giustizia e alla responsabilità verso gli altri.

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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