La notte dei desideri

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Nella notte che precede il 13 dicembre dedicata a Santa Lucia, sopravvive un’affascinante tradizione popolare, tramandata da generazione in generazione soprattutto nelle regioni del Sud Italia.

Si tratta del rito del pettine, un piccolo rituale domestico carico di mistero e suggestione. Non è magia né superstizione, è piuttosto l’espressione di un bisogno umano profondissimo, quello di credere che l’invisibile possa parlare, che l’attesa dell’amore o della risposta ad un turbamento interiore possa trovare ascolto in una notte speciale.

Allora vediamo in cosa consiste questo rituale.

Il pettine è un oggetto quotidiano intimo, legato al corpo e alla cura di sé. Diviene strumento simbolico di attenzione per il corpo, speranze per il cuore.

Bisogna scegliere un pettine personale, nuovo o mai usato da altri.

La sera del 12 dicembre, prima di andare a letto, ci si pettina con cura per poi sistemare il pettine sotto il cuscino (si dice prima delle 22 di notte). Così si va incontro a Morfeo mantenendo nel cuore un pensiero, un desiderio, un’intenzione: l’incontro con l’amore, la speranza di un cambiamento, un sogno di felicità.

Si dice che, durante il viaggio onirico, grazie all’intercessione di Santa Lucia, chi compie questo rito, possa vedere il volto della propria anima gemella o la persona che diventerà il compagno/a di vita.

In un tempo che ha fretta e spesso dimentica il valore dei piccoli gesti, il rito del pettine, ci riconsegna la bellezza dell’attesa e la sacralità del sogno. Perché a volte anche un semplice sogno può accendere una luce.

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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