In una calda serata di luglio, il 04 alle ore 19.00, organizzata dall’Associazione “Per Te” guidata dalla criminologa Caterina Nero e dalla Cooperativa “Malgrado tutto” presieduta da Raffaello Conte, presso la sala convegni della piazzetta Peppino Impastato di Lamezia Terme si è svolta, con successo, la quinta edizione della Notte Rosa “La forza delle donne”.
Grande partecipazione e attenzione per i difficili temi trattati, le cui partecipanti hanno pienamente esaurito, chiarito e aggiunto informazioni sotto la pioggia di domande della intervistatrice, giornalista e blogger di ScrepMagazine Accademia&Eventi, dott.ssa Ferraro Maria (Luana).
Dopo una breve presentazione, i ringraziamenti agli organizzatori e ai loro “angeli volontari”, i saluti di apertura della presidente Caterina Nero, sempre attiva sul territorio con iniziative a protezione delle donne vittime di violenza e dei soggetti fragili.
Con un sorriso che illumina la sala, vicequestore e Cavaliere della Repubblica, apre il convegno la dott.ssa Maria Antonia Spartà, leggendo un suo scritto/ riflessione sul tema del convegno che riportiamo integralmente:
“La forza delle donne non si misura solo nella loro capacità di affrontare le sfide quotidiane, ma anche nella loro determinazione a cambiare il mondo. Dalle lotte per il suffragio femminile alle battaglie per l’uguaglianza di genere, le donne hanno dimostrato di essere una forza potente e inarrestabile. La loro forza non è solo fisica, ma anche emotiva e intellettuale. Le donne sono in grado di gestire multiple responsabilità, di prendersi cura degli altri e di perseguire i propri obiettivi con determinazione e passione. La società moderna riconosce sempre più il valore delle donne e la loro importanza nello sviluppo economico, sociale e culturale. Le donne sono leader, imprenditrici, artiste e scienziate che stanno cambiando il mondo con le loro idee e la loro creatività. Dedicare questo incontro alla forza delle donne è una iniziativa encomiabile per il monito alle nuove generazioni a che coltivino la propria forza interiore, simbolo di speranza e rinascita, come fonte di ispirazione e di cambiamento della propria vita e della collettività. Riflettendo sulla mia esperienza personale, tre sono stati i punti cardini che hanno guidato i miei passi consentendomi di superare i dolori, le insidie e le difficoltà della vita: la fede la speranza e la carità. La fede è nel credere e avere fiducia che sopra di noi c’è un Dio che traccia il nostro destino e che, nonostante i dolori , come si dice, ci affligge ma non ci abbandona ed è misericordioso. La Fede ci riporta alla speranza, cioè alla fiducia nel futuro; occorre guardare i nostri giorni nella prospettiva di un domani che sarà migliore, sarà più bello, se non per noi per chi verrà dopo di noi. Ogni sforzo compiuto trova la sua ragione d’ essere nella costruzione del bene che non è soltanto nostro ma è collettivo. Le nostre azioni positive sortiranno un effetto favorevole per chi verrà dopo di noi anche se noi non riusciremo a raccogliere direttamente i frutti dei nostri sforzi e dei nostri sacrifici. La carità è un atto di donazione o di aiuto volontario verso gli altri, spesso motivato da sentimenti di compassione, empatia e solidarietà. La carità svolge la funzione sociali, di: Riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche, fornendo sostegno e risorse a coloro che ne hanno bisogno quindi può aiutare a creare legami sociali e a promuovere l’integrazione tra diverse comunità e gruppi sociali. La fede la speranza e la carità non implicano leggerezza dell’azione quotidiana che deve essere sempre comunque improntata al rispetto delle regole che governano il vivere civile per creare, mantenere una società che sia giusta equa e responsabile, requisiti questi necessari per il mantenimento della pace sociale e della non violenza”.
La Senatrice Ida D’ippolito ha condiviso la sua esperienza di donna in politica. Ripercorrendo le tappe, dall’inizio della sua carriera in un mondo che era prettamente maschile ad oggi, attraversando i ricordi e i successi dei suoi ruoli importanti nelle Commissioni senatoriali (9, 10 ) e come Presidente della Commissione per la parità e le pari opportunità in Senato, ha tracciato un quadro chiarissimo storico/sociale; scendendo nel suo privato, fino a i consigli alle giovani donne che oggi si avvicinano alla politica, soffermandosi su un netto quadro del fallimento del femminismo. Ha ricordando le lotte con altre donne “al potere” come lei che condussero le prime battaglie per aprire spazi e dar voce femminile alla politica, di altri schieramenti ma unite da un obiettivo comune e dall’intelligenza di capire che l’unione è forza pur da punti di vista differenti. Una donna forte, fiera del suo operato e di aver saputo conciliare il suo ruolo con quello di madre; moderna e abituata a guardare avanti prima degli altri ma tradizionalista sulla sfera privata, dove accanto ha voluto sempre suo marito ad accompagnarla.
Ricordiamo è stata la prima donna eletta in Calabria Senatrice della Repubblica.
E’ la dott.ssa Maria Bianca Vitalone, esperta in economia e attiva sul territorio calabrese in molti campi, a cimentarsi egregiamente su temi complessi e attuali. Temi quali l’eliminazione della disparità fra uomini e donne per una società più equa, liberandoli dai retaggi culturali che da secoli hanno inquadrato in ruoli ben precisi i due sessi. Traccia un bilancio esaustivo, sottolineando punti cruciali e invitando a riflettere le persone in sala su come spesso siamo cosi abituati che non ce ne rendiamo conto, espletando risultati di uno studio svoltosi in alcune regioni. Da sottolineare l’importanza del progetto “Obiettivo parità” che ha abbracciato e vuol portare in Calabria per dar strumenti miranti all’eliminazione delle barriere culturali che limitano di fatto, in ogni campo, la vera parità e impedisce l’integrazione fra uomo e donna, entrambi uguali e fondamentali. Un excursus vasto, temi trattati con competenza e una passione per ciò che porta avanti che si evinceva in ogni sua parola.
La pedagogista e artista dott.ssa Pina Cerchiaro, attiva per la tutela delle donne e appassionata di storia, redattrice della tesi “Donne dimenticante”, spiega il perché del tema scelto in una chiave storica e sociologica di episodi reali, riguardanti le donne della sua vita e donne conosciute. Interessanti le notizie fornite sulla sua ricerca dal tema insolito e poco conosciuto, le Brigantesse. Una donna piena di forza, sensibilità e dolcezza che si prende cura del prossimo e raccoglie le storie “esempi di forza e riscatto” per farle conoscere e dar l’esempio che si può sempre riscattarci, come quella di “Sarvata”. Sottolinea l’importanza delle reti di supporto e della stretta connessione di essa con Associazioni e Istituzioni.
Un intermezzo all’insegna dell’arte, donatici dal vivo dalla professoressa e performer Sonia Talarico. Una tela dal vivo dipinta sotto gli occhi di un pubblico curioso e attento, incantato dai movimenti dell’artista che, a ogni tratto, suscitava stupore e applausi. Un’interpretazione della materia che dialoga appunto, come il titolo scelto per una delle sue esposizioni “Dialoghi con la materia”. Non si può spiegare a parole. Un consiglio: dovete assistere alle sue performance!
L’intervista all’ architetta Marisa Raffaela Gigliotti ha toccato temi differenti: dalla sua esperienza per i monumenti Unesco al suo ruolo di past president in Fidapa; dalla passione per la nostra terra e le tradizioni gastronomiche a fondatrice della condotta di slow food di Soverato e referente nazionale della Calabria. Ha analizzato gli strumenti che permettono alle donne di crescere; la Dieta mediterranea bene Unesco e le discrepanze; i suoi consigli preziosi per il supporto alle donne nei vari ambiti di vita.

Irrompo con una domanda. “A Cannunera?”, rivolgendomi alla dott.ssa Luigia Angela Iuliano, professionista di spicco in ARSAC nonché collaboratrice in Unical e Magna Grecia. Sorride e ci parla della protagonista del suo libro. Iniziamo a scoprire i segreti della tessitura calabrese. Ci illustra i suoi progetti e i risultati dei suoi studi, importantissimi sui materiali tessili naturali con particolare attenzione alla canapa e alla ginestra. Si sofferma sull’importanza nonché sui benefici in salute nell’indossare tessuti lavorati con la ginestra. Un lavoro immenso per la Calabria, il suo che unisce e riprende il nuovo alle vecchie tradizioni tessili.
Ci commuove con un finale a sorpresa la sfilata di Tiziana Vescio, accompagnata da un monito e una presa di coscienza da alternarsi in sottofondo da una voce femminile e una maschile sul rispetto della donna: risuonano in sala “Non puoi se io non voglio” femminile / “Non posso se tu non vuoi” maschile. Una mini sfilata per la serata, dettata dalla sensibilità di chi ha combattuto e si è alzata trionfante.
Ultima ma non in ordine d’ importanza ovviamente, l’artista e scrittrice Mafalda Daniele, vincitrice di numerosi riconoscimenti per le sue tele: dal People in Mind, al Luxemburg Art e al Meam di Barcellona. Finalista, per i suoi scritti, al premio Bukowski con “Una donna sola” e “La donna dell’amore/amaro in bocca” e premiata dalla giuria con il premio letterario La Ginestra a Firenze.
E come ha detto nel suo saluto la consigliera Annita Vitale, riassunto in poche parole di cui riporto il senso: “le donne devono fare squadra e superare invidie, perché diciamocelo, esiste. Solo così sono forti “.
Donne che hanno dimostrato con tenacia la loro forza d’animo e il loro costante impegno per migliorare la loro regione, combattendo contro i pregiudizi e affermando il loro valore; donne che della loro forza personale hanno fatto da sostegno ad altre donne.
Si, perché, la donna è una forza in più e la forza è donna.
E’ intervenuto a porgere i suoi saluti alla platea e agli ospiti del convegno, il consigliere comunale Matteo Folino.
Da non dimenticare, l’intervento di Manuela Iacopetta con il testo “Vademecum per la tutela delle donne contro ogni forma di violenza”.
Importante anche il contributo della nostra blogger Angela Amendola, sempre attiva e attenta.






