“L’Artista – Lettere ad un uomo mai posseduto” nasce da un vuoto che non chiede di essere colmato. Da un’assenza che pulsa, che respira, che diventa forma.
Non è un libro: è un altare di voci.
È un luogo in cui il silenzio si fa carne e la memoria diventa fiore.
L’Artista non è un uomo. È un’ombra che sfiora la pelle e poi svanisce. È un’impronta lasciata da qualcosa che forse non è mai esistito, o che è esistito troppo.

Non ha volto, non ha corpo, e proprio per questo diventa simbolo: un richiamo, un’eco, un varco aperto nel cuore di chi lo ha incontrato.
Attorno a questa figura impalpabile si raccolgono undici donne. Undici lettere. Undici fiori. Ognuna è un archetipo, un modo diverso di abitare la mancanza: la Sognatrice che attende, la Ferita che sanguina in silenzio, la Custode che conserva, la Ribelle che brucia, la Disillusa che si spezza e si ricompone. Le loro parole non cercano risposte: cercano aria.
Cercano un modo per sopravvivere a ciò che lui ha smosso dentro di loro.
Le voci non si sovrastano. Si riconoscono. Si sfiorano come petali mossi dallo stesso vento. Ogni lettera è un piccolo universo, un luogo in cui il desiderio diventa radice, la memoria diventa linfa, l’ossessione diventa parola.
È un coro che non grida: sussurra. Ma il suo sussurro attraversa , resta.
A custodire tutto questo c’è Flora. Flora è la guardiana delle donne dell’Artista, la mano che raccoglie e ordina le voci, che protegge senza trattenere. È lei a dare al libro la sua forma rituale, come se stesse componendo un “erbario di anime”.
Flora è il filo che non si spezza, la memoria che non vuole dissolversi, la voce che accompagna il lettore attraverso questo giardino di confessioni.
Il linguaggio del libro è un corpo vivo: respira, trema, fiorisce. I fiori diventano emozioni, le ombre diventano ricordi, i silenzi diventano urla trattenute. Non si legge per capire: si legge per sentire.
È un libro meditativo, un luogo sospeso in cui ci si ferma, ci si ascolta, ci si riconosce.
Chiunque abbia amato qualcuno che non poteva essere amato, chiunque abbia atteso, idealizzato, immaginato, troverà in queste pagine un frammento di sé.
Perché L’Artista non racconta l’amore: racconta ciò che l’amore lascia dietro di sé. Racconta l’invisibile, il non detto, ciò che continua a vivere anche quando l’altro non c’è più.
Alla fine, non è l’Artista a restare. Sono le donne.
Le loro parole, i loro simboli, la loro forza silenziosa. È un libro che non si chiude: rimane dentro, come un respiro trattenuto, come un fiore che continua a sbocciare nel buio.
L’autrice è Anna Maria Esposito che è scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica .
È attiva in programmi culturali e di intrattenimento, in particolare su Radio CRT, dove conduce rubriche e interviste.
È una professionista “caleidoscopica e multiforme”, con una forte presenza comunicativa.
Ha pubblicato diverse opere, tra cui Enigma, Anime, Amazzone, progetto artistico-letterario legato ai “percorsi dell’anima”.
Da un’avversità nasce un’opportunità un saggio narrativo.
Ha scritto poesie fin da bambina e debutta a 16 anni vincendo il concorso “Tele Europa Pianeta Poesia”.
E ancora è appassionata di scienze esoteriche . Spesso definita “un’Amazzone instancabile”.
Le sue opere sono caratterizzate da un tono emotivo e introspettivo, centrato sui temi dell’anima, della rinascita e del percorso personale.
Angela Amendola






