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Un docufilm poetico…

Un docufilm poetico: ciak, azione, con un autore d’eccezione!

Anche una poesia, come un racconto o un romanzo, può essere tradotta in un linguaggio cinematografico, cioè può essere rappresentata e messa in scena. Il sabato del villaggio, nella fattispecie, in una sequenza di immagini, potrebbe essere filmato benissimo da una macchina da presa, perché no!?

La donzelletta vien dalla campagna,
in sul calar del sole…

col suo fascio dell’erba, e reca in mano
un mazzolin di rose e di viole

onde, siccome suole,
ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.

Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro lá dove si perde il giorno

e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch’ebbe compagni dell’etá piú bella.

Già tutta l’aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
giú da’ colli e da’ tetti,
al biancheggiar della recente luna.

Or la squilla dá segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.

I fanciulli gridando

su la piazzuola in frotta,

e qua e lá saltando,

e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore

e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l’altro tace…

odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol…

che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s’affretta, e s’adopra
di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.

     Questo di sette è il piú gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia40
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier fará ritorno.

     Garzoncello scherzoso,
cotesta etá fiorita
è come un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

Mi sa che in futuro potrò riciclarmi tra gli sceneggiatori di una produzione: mai dire mai…

Francesco Polopoli

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