“Quel che non ha misura” di Maria Cristina Adragna
Maria Cristina Adragna
QUEL CHE NON HA MISURA
Quando l’ardente desiderio di te mi sfiora, decade ogni sorta di difesa emozionale.
Lascio che il soliloquio dei sentimenti faccia razzia delle mie contraddizioni e rimango sola e muta, in contemplazione della flebile ed astratta idea di quel che non ha misura.
Imponderabile è il nostro tempo che sovrasta la giovinezza, è l’eterna danza delle farfalle impertinenti ed altezzose, sono il pianto ed il sorriso che sottendono allegrezza, è la tua malinconia che mai demorde e che non perdona.
Imponderabile è la dolcezza che pervade una genitrice, è il valore della giovialità sempre donata e mai richiesta, è l’amarezza per la bramosia di un caldo abbraccio non ricevuto, è la quantità di magnificenza che governa il mio universo.
Imponderabile è l’ingenuità che mi fa credere alle fiabe, è la benevola severità che mi ricorda quella d’un padre, è l’acerrimo giudizio degli infanti corrucciati, è il rintocco perentorio delle parole che pronuncerai.
Non detengo nessuna fretta di conquistare l’apoteosi, la felicità è un divino nettare che sorseggio con gran cautela.
Se imponderabile è l’amore che ti lega a questi anni, ho raggiunto mille volte con un salto il firmamento.
E tu inseguisti me, con ammirevole discrezione, da lontano, assiduamente … A mia “consapevole” insaputa…