
Nei suoi 50 anni di carriera, ha saputo inventare nuove tecniche di ripresa, nuove idee cinematografiche, senza mai fermarsi ma cercando sempre di reinventarsi.
Fin dagli esordi coi grandi successi de “I predatori dell’arca perduta”, o “E. T. l’extraterrestre”, Spielberg si è mostrato non solo come autore di bei film ma, soprattutto, come “ creatore di miti” , di personaggi iconici, protagonisti di pellicole che resistono nel tempo: l’archeologo Indiana Jones, l’extaterrestre E.T. col suo entourage di bambini, il capo della polizia Martin Brody ossessionato dallo squalo, i dinosauri del Jurassic Park, la diabolica auto di “Duel”, le astronavi di “Incontri ravvicinati” e il capitano Uncino di “Hook” non sono solo parte di un film ma sono diventati veri e propri pezzi di Cinema.
Nonostante la sua fama di autore di film “commerciali”, Spielberg ha una filmografia vasta con pellicole anche di grande spessore ; dal suo capolavoro sull’olocausto “Shindler’s list” al dramma razziale de “Il colore viola”, dalla forte tematica sul terrorismo di “Munich” al conflitto bellico di “Salvate il soldato Ryan” fino alla pellicola politica con The Post.
Ripetersi non è mai stato un suo limite, anzi il limite sarebbe stato fermarsi dinanzi ad un progetto senza tentare altre strade.
Dalla fantascienza degli alieni, alla commedia brillante ( fra le più riuscite il sorprendente “Prova a prendermi”), o all’avventura il suo dono più grande
è la capacità di saper trasmettere con i suoi film un’emozione che è fisica, un emozione che , positiva o negativa che sia , te la porti dentro anche quando il film è ormai finito condizionandoti a tal punto da tenerti lontano dall’acqua del mare in agosto o da portarti in viaggio nella notte sull’isola che non c’è.
Sandra Orlando
