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Piera… allo specchio!

Osservo il mio viso riflesso in uno specchio.
Non ho mai avuto un rapporto complicato con lo specchio, ma neppure idilliaco.
Ho cercato di tenere a bada quel pizzico di vanità che appartiene a tutti noi comuni mortali.
La mia è un’età complicata sotto tanti punti di vista. Un’età in cui viene naturale tirare un bilancio. Le rughe cercano di prendere sempre piú piede sul mio volto. Quando le tocco, sento che la pelle si porta dietro i segni di una gioventù oramai lontana.
È inevitabile, per cui non ho mai avuto nulla da dire al tempo che passa.
Anzi, a dire il vero, ho imparato ad amare anche le mie rughe e a prestare più attenzione a ciò che cresce dentro di me, a coltivare il mio orticello interiore. Si chiama maturità, almeno così sembra. Di fatto ho iniziato a guardarmi con altri occhi, a mettere a fuoco pregi e difetti, ad avere una percezione chiara di me stessa. Probabilmente perché mi dedico più tempo, mi ascolto maggiormente.
Cerco di accettarmi per ciò che sono. So di aver fatto sempre ciò che mi ha suggerito il cuore perché mi piace metterci sentimento nelle cose. In amore così come nelle relazioni amicali e in tutti i momenti più importanti della mia vita.
Mi sono sempre lasciata guidare dalla passione, lottando strenuamente per ciò in cui ho creduto. Non tutto però si è svolto secondo i miei desideri. Spesso e volentieri, i miei piani sono andati in frantumi, le mie aspettative sono state tradite, deluse. Nonostante ciò, nessuno mai è riuscito a mettere in crisi la mia autostima.
Ho conosciuto cadute e momenti gioiosi che hanno sempre lasciato un segno. Ho lavorato molto per concretare una armoniosa intesa tra la mia mente e il mio cuore, tra i miei pensieri e le mie più intime pulsioni, desideri.
Non ho mai perso la voglia di spiare oltre la siepe leopardiana per immaginare e sognare che esiste sempre la speranza, che una notte buia può trovare un suo momento di luce.
Sono una sognatrice che non dimentica però mai di tenere i piedi a terra.
Nel tempo sono diventata riflessiva, accomodante e difficilmente vado in escandescenze. Ho saputo mantenere lontana l’aggressione verbale dalle mie corde vocali, senza ricorrere ad alcun compromesso. Semplicemente perché ho capito che ci si può difendere per un torto subito, si può fare valere le proprie idee, ragioni, senza dover a tutti i costi offendere e urlare.
All’età di cinquant’anni mi sono rimessa in gioco ed ho deciso di lasciarmi tentare da una mia antica passione, la scrittura. Sicché, dai miei testi tanto amati di anatomia patologica, un bel giorno mi sono ritrovata con un foglio ed una penna per dare inizio ad una nuova avventura. Non saprò mai se dietro questa mia scelta ci sia stato lo zampino del Fato.
Ma, se così fosse, lo ringrazierei perché ha fatto uscire allo scoperto il meglio di me.

Piera Messinese

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