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Non si può raccontare…

L’esperienza del dolore è un percorso quasi obbligatorio per tutte le vite umane del passato, del presente, del futuro.
L’inizio di una esperienza di dolore ha sempre in sé il bisogno di condividere, raccontare, esprimere emozioni e tutto questo serve per comprendere meglio se stessi, non sentirsi isolati dal mondo circostante, non assolutizzare il momento difficile che si sta attraversando.
Durante il percorso di dolore si tende a trovare delle scorciatoie, strade che si risolvono inevitabilmente in errori e di conseguenza in ulteriori dolori.
Continuare a condividere significa, ad un certo punto, svuotare di contenuti una esperienza, quasi banalizzarla; è soprattutto una sensazione questa, non è proprio la verità, comunque è un sentimento che porta a far pensare di non aver più il bisogno interiore di esprimere il vuoto, la mancanza conseguenti al dolore stesso. il tutto appare inopportuno e inappropriato.

E giunge il momento in cui si avverte la consapevolezza che dentro noi stessi porteremo un dolore di cui non si può parlare, è un dolore così compiuto che non si possono trovare espressioni verbali adatte per esprimersi a tal proposito. Il dolore si trasforma in astrazione, si colloca tra la psiche, il cuore e uno spazio indefinito, è un dolore che si incastra nella realtà quotidiana delle cose, si cronicizza, si storicizza.
Non ha più opinione, ha gia detto tutto, non si può più condividere, non se ne può più parlare.
Tommaso Cozzitorto
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