Il virtuale è un mondo serio che va protetto.
Ricevere attenzioni per come ci vogliamo presentare, per come ci creiamo nella nostra immaginazione, può essere pericoloso.
Succedono molte risse a causa del virtuale, a causa dei commenti che si ricevono.
Si arriva al punto in cui ci si guarda allo specchio e non ci si riconosce.
Tutto ciò è una finzione, ci si mette in scena come nel teatro.
Noi che apparteniamo ad una generazione diversa, non comprendiamo, ovvero non accettiamo questa oscenità
Per chi è nato in questa generazione, invece, diventa tutto naturale; si viene a creare un mondo dentro al cellulare che non è reale.
E qual è l’obiettivo di tutto ciò?
Quello di ricevere tanti complimenti, così, per quella giornata si è tranquilli e ci si sente gratificati.
Ma in questo modo non si è amati per quello che si è, e si finisce per dimenticare chi siamo realmente.
Non si riesce ad accettare che la propria identità non è quella reale, ma è quella virtuale.
Bisognerebbe semplicemente fare un autoanalisi per acquisire la consapevolezza dei propri pensieri, accettarsi per quello che si è, e mostrare la vera immagine di se stessi.
Grazia Bologna
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