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“Dal firmamento” di M. C. Adragna

Cos’è rimasto
dei miei frammenti,
schivo amore esasperante?

Li ho visti sgretolarsi sotto il peso dell’assenza.

Non hai cura più di me, del nostro tempo, del mio inseguirti,

è un macigno l’abbandono, mi condanni al triste esilio.

Non riesco ad intagliar
la mia salvezza in una roccia,
ho soltanto uno strumento,
le mie unghia,
che stoltezza !

A furia di scavare
ho attratto a me l’inconcludenza,
mi sono procurata
solo ecchimosi alle dita.

Le pagine dolenti
dentro un’anima di creta,
che maledettamente
han le sembianze delle tue,
stasera affido il pianto
al breve accenno di un momento…

E forse mi vedrai cadere giù
dal firmamento.

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