If I should stay

I would be only in your way”. (I’ll always love you).

Avrebbe potuto salvarla sul serio Frank; avrebbe potuto saltare su quel palco illuminato, scaraventare la folla da entrambi i lati, prenderla in braccio con lo stesso impeto del film e fuggire via, lontano dal caos della vita, dalla gente ostile, dal rumore assordante del successo, dall’invadenza di una fama troppo grande e difficile da gestire.

La fragile Whitney, la principessa triste, lo aveva trovato forse davvero il suo Principe Azzurro, alto biondo, occhi azzurri e charme alla Steve McQueen; l’Angelo custode Samurai, dalle spalle larghe, il sorriso ombroso e il fare pacato che ti prende per mano, ti fa fare un breve ballo in una stanza essenziale e ti sfila un foulard dal collo come se ti mettesse un anello al dito.

Si, certo il mattino dopo ti dice che è stato tutto un errore, che non si fa, che non è professionale ecc…ecc..

Ma gli occhi ti dicono tutt’altro e quelli di Kevin Costner dicevano  ben altro alla collega e partner in BODYGUARD, film cult del 1992, che lanciò definitivamente Whitney Houston nell’Olimpo delle star internazionali del Cinema.

Costner, solo dopo la morte della Houston (11 Febbraio 2012)  confessò di essersi innamorato davvero di lei nel corso delle riprese, ma di aver deciso di tacere e di non esserselo mai perdonato:

“Non ho mai saputo spiegarle cosa sentissi per lei…”- Dichiarò ai funerali della cantante, stravolto alla notizia della sua scomparsa…

Avrebbe forse potuto salvarla?

Il Principe avrebbe potuto allontanarla dalla torre e portarla via dallo stregone maligno Bobby Brown?

Se solo avesse mostrato più coraggio o ardire forse il bel Kevin l’avrebbe liberata dalla schiavitù della droga, dell’alcool e da un rapporto sentimentale sbagliato?

Oggi la fragile, dolce e talentuosa “The Voice”, come veniva denominata, avrebbe compiuto 56 anni e da All at once a I’ll always love you o la stupenda I have nothing o I wanna dance with somebody sono tantissimi i successi ancora ascoltati e venduti: con oltre 200 milioni di dischi venduti.

Ma la fragile Whitney non ha retto alle sue ombre, al passato invadente, ai disequilibri, sempre in bilico tra crisi psicologiche, scambi di identità e, come ha spesso affermato, non ha mai saputo creare una sua “se stessa” autentica sentendosi prigioniera di una gabbia dorata.

Costretta a recitare un ruolo che non le apparteneva, (brava ragazza cantante in un coro gospel) l’apparenza e forse il peso della finzione, l’hanno uccisa al pari di farmaci e droghe.

Bodyguard arriva nel 1992 e la colonna sonora rimane la più venduta di tutti i tempi: la sua carriera è all’apice e da lì paradossalmente il baratro, la discesa agli inferi, il crollo emotivo.

E viene da chiedersi ogni volta che il Film finisce: se soltanto Frank /Kevin fosse salito su quell’aereo con Rachel/Whitney

Come sarebbe stata la vita della principessa triste se lui le avesse confessato il suo Amore restando al suo fianco e combattendo i suoi Demoni?

Oppure semplicemente, dopo quell’ultimo bacio,  lei non avrebbe più preso quell’aereo e non gli avrebbe più detto addio?

So I’ll go , 

But I Know, I’ll Think of you every step of the way

Sandra Orlando

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui