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Vincenzo Matteo Corcos (parte quarta)
“Paolina Clelia Silvia Bondi”
Olio su tavola, 54 x 46 cm.
Collezione Privata.
Quest’opera fu eseguita a Firenze nel 1909, quando Corcos si era appena stabilito nella città toscana dopo aver fatto un viaggio formativo molto importante a Parigi.
L’abilità del pittore, lo si evince anche in questo ammirevole dipinto, è quello di rappresentare giovani donne che sembrano dialogare con chi le osserva.
I loro visi, le loro pose sono sguardi sospesi tra il sogno e la seduzione e i loro ritratti l’emblema della Belle Epoque.
“PAOLINA CLELIA SILVIA BIONDI”
Bellissima, aristocratica, Paolina era giovanissima quando Corcos decise di ritrarla.
Dipinta di profilo, punta i suoi occhi penetranti di un colore nero vivace.
Il suo sguardo è molto espressivo agli occhi di chi la osserva perché il suo volto è carico di purezza e sensualità.
I capelli scuri e lucidi sono raccolti in maniera intrecciata a ghirlanda, mentre accurata è la resa della pelle sulle guance morbide della giovane che tendono ad arrossirsi per il pudore.
Corcos, per evidenziare ancora di più il vestito di Silvia Biondi, la ritrae appoggiandole sulla spalla un nastro di velluto.
Come si evince, il colore predominante della tela in tutte le sue sfumature è il verde.
Infatti il verde chiaro viene utilizzato per la colorazione della camicetta, mentre il verde scuro è per lo sfondo, decorato con dei simboli dorati.
CONCLUDENDO:
Questi ritratti, dalle influenze preraffaellite, sono le protagoniste indiscusse del repertorio di Corcos: un’indagine sull’animo femminile e sul ruolo della donna a cavallo tra fine ottocento e inizi novecento.
Donne che, dipinte in colori luminosi ed intensivi, aprono al nuovo secolo per esserne anche loro protagoniste.
Bruno Vergani
