Vincent Van Gogh (parte terza)

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VINCENT VAN GOGH (parte terza)
“La piana della Crau” 1888
Olio su tela 72 x 92 cm
Amsterdam, Rijksmuseum Vincent Van Gogh

La distesa piatta dei campi aveva per Van Gogh un fascino particolare, lui uomo del Nord, amava dipingere i colori della proprio terra perché gli ricordava la sua infanzia in Olanda.

Infatti, in questo capolavoro, sono presenti tutti gli elementi che Van Gogh lega al tema del lavoro e della vita in campagna.

Mentre i nostri occhi accarezzano ogni cosa, il paesaggio è descritto dettagliatamente, fino all’abbazia benedettina di Montmajor che Vincent visitò più volte e alla catena delle Alpilles che, insieme alla costruzione geometrica del disegno, contribuisce alla resa della profondità.

La scena mostra la campagna di Arles in Provenza, regione situata nel Sud-Est della Francia e precisamente nella “Piana della Crau“, una steppa arida che Van Gogh interpreta magistralmente ed è la protagonista del suo periodo più fecondo e creativo.

L’opera fu realizzata in otto giorni, dal 12 al 20 giugno del 1888, sino al giorno in cui un’improvvisa tempesta devastò il raccolto.

Fino ad allora lavorò “en plein air” sotto il sole cocente.

Questo territorio, tra l’altro, con i suoi colori e le sue luci, richiamò molti artisti impressionisti dell’epoca, tra cui Cezanne, Gauguin, Renoir e Monet.

“LA PIANA DELLA CRAU”

È una calda giornata estiva e la luce del sole investe in pieno il paesaggio e permette di apprezzare il panorama che si sviluppa in profondità.

Nel dipinto sono raffigurate diverse fasi della mietitura, in parte coltivata e in parte selvaggia.

Se notate, un campo di grano è falciato a metà.

Nei campi i contadini sono al lavoro.

A sinistra uno di loro miete, mentre altri conducono i carri.

A destra, alcune scale sono appoggiate contro un alto covone.

Un cavallo traina un carro sullo sfondo.

Tre case coloniche, come uno specchio, riflettono l’intenso sole della Provenza.

La pianura, in prossimità dell’ orizzonte, confina con le montagne azzurre che si confondono con il colore del cielo.

Ritroviamo qui la tavolozza dei colori tanto amati da Van Gogh e disposti secondo un rapporto armonico: l’ocra, l’arancio del grano e il giallo dei campi, sono i colori più diffusi in primo piano che diffondono luce e calore

Fanno da contorno il verde dei cespugli dietro la palizzata, l’azzurro delle colline e del cielo e, su tutto, le note dell’azzurro del carro e il rosso dell’aratro.

Concludendo:

Il colore, tipico dell’artista, è posto sulla tela con impasto materico e senza sfumatura, sopratutto in primo piano.

Van Gogh in una lettera spedita a Theo, giudicò il dipinto come uno dei più riusciti.

Ma sara’ proprio un campo di grano che Van Gogh affiderà il suo testamento pittorico, prima di togliersi la vita o di essere ucciso nel luglio del 1889.

Un campo dove non splendeva il sole e che trasmetteva, come presagio, una grande angoscia: “Campo di grano con corvi“.

Van Gogh verrà seppellito nel cimitero di Auvers, in mezzo ai campi di grano da lui tanto amati.

Bruno Vergani

Leggi la seconda parte qui: https://screpmagazine.com/vincent-van-gogh-parte-seconda/

Leggi la quarta parte qui: https://screpmagazine.com/vincent-van-gogh-parte-quarta/

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