Chiamata cintura, cinghia o cinta, è una striscia flessibile in pelle o tessuto o fibre che, per mezzo di una fibbia, si porta attorno alla vita. Utile o accessorio di moda, larghissimo o sottile, classico o all’ultimo grido, super colorata o borchiata, la cintura è da sempre uno degli accessori indispensabili nei nostri armadi.
Pensate che sono stati trovati resti di cinture metalliche risalenti all’età del bronzo. Anticamente veniva utilizzata soprattutto per distinguere il grado militare, religioso o civile. In quei tempi nacque la tradizionale abitudine della distinzione di porre la lingua della cinta a destra o sinistra. Infatti nell’uomo, deve terminare sul fianco destro mentre nella donna sul fianco sinistro perché nell’uomo, i vari tipi di cinture non dovevano ostacolare l’estrazione delle armi. Già le civiltà pre-romane ed egizie, così come i celtici, la utilizzavano per tenere legata ai fianchi la tunica che altrimenti avrebbe impedito i movimenti. Ricordiamo poi la cintura utilizzata dai monaci per tenere legato il saio, i cui nodi fatti all’investitura indicavano le rinunce nei confronti del mondo. Infine ricordiamo anche le cinture dei guerrieri alle quali erano attaccate sacche, utensili, armi, foderi di spade e pugnali per lasciarne libere le mani.
Durante il Rinascimento la cintura inizia a essere utilizzata anche dalle donne, quando i corpetti e i bustini lasciano il posto ai vestiti più leggeri e con maggiore vestibilità. 
Nell’acquisire maggiore importanza, la cintura inizia ad avere un valore rappresentativo tale che nell’araldica di molte famiglie rappresenta particolari virtù o ambiti di dominio su essa riportati.
Per gli uomini essenzialmente è utile nel sostenere i pantaloni, classici o casual che siano. Per le donne, a parte il sostegno per gonne e pantaloni, più spesso è utilizzato come accessorio per personalizzare il vestiario, rigorosamente abbinato a scarpe e borsa o completamente a sé per valorizzare il punto vita. Il modello più comune di cintura ha la fibbia ad una estremità e dei fori all’altra, che si infilano, a seconda del girovita nell’ardiglione ottenendone la chiusura. Può essere dotata di qualsiasi altro tipo di chiusura o semplicemente annodata.
Oggi, le cinture accessorio con cui sbizzarrirci sono tantissime e le sue varianti in continua evoluzione. È strano pensare che un semplice oggetto possa modificare completamente un abito tanto da farlo sembrare un altro capo. Essa può adattarsi a qualsiasi look. Sono infiniti i materiali con cui viene creata: pelle, corda, catena, gomma, plastica, cuoio, camoscio, pitone e vernice. Può essere sottile o spessa, flessibile o rigida, decorata come fosse un gioiello o semplicissima. Può essere indossata in tanti modi per personalizzare e rimodellare gli abiti; valorizzare le forme del corpo; ornare e trasformare il look e sostegno.
Regole base per indossarla sono due: abbinata alle scarpe e non deve superare i 10 mm di altezza. Eppure la moda è in continua evoluzione e più che di regole si parla di tendenza stagionale. Le più famose case di moda marchiano il loro logo sulle fibbie per distinguerle.
Eleganza e stile si sbizzarriscono nel creare questi accessori e lasciano aperta la porta alla fantasia degli stilisti ma anche di chi le indossa.

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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