Uno sguardo nell’anima di Aurora Padalino

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Quando si ha l’opportunità e il piacere, come nel mio caso, di conversare con l’artista della poesia Aurora Padalino non si può fare a meno di assaporare il gusto della sua dolce e rigenerante parola e di lasciare che la tua anima prenda forza da un nutrimento spirituale di indubbio valore psicologico, scaturente da sensazioni di una insolita e assoluta bellezza.

Aurora Padalino, che ScrepMagazine ha già ospitato nel mio “a tu per tu con…” del 12 settembre 2021,  nasce e vive a Palermo.

“a tu per tu con…” Aurora Padalino e l’inizio di una lunga storia d’amore

Giovanissima, calca il palcoscenico dedicandosi al teatro per bambini.

Negli ultimi tempi si è cimentata nella scrittura, diventando autrice e interprete. Molto apprezzata dal pubblico, ha ricevuto nella sua veste di artista della poesia vari riconoscimenti al di là di quelli che si leggono sui social.

Infatti le sono giunti tre importanti riconoscimenti internazionali, e precisamente due menzioni di merito, l’una per la poesia “La tua partenza” in concorso al premio Michelangelo Buonarroti, e l’altra per “Amarsi”, in concorso al premio “I fiori sull’acqua” e la targa d’oro premio Federico II dal maestro Giuseppe Di Franco. Insieme a lei è stato premiato anche il musicista Giorgio Di Maio.

Oggi ho voluto rincontrarla per conoscerla in chiave poetica vista l’uscita del suo primo e meraviglioso libro di poesie “L’essenziale”, una silloge che ti abbraccia con la sua dolcezza e ti lascia senza fiato.

Ecco il suo racconto frutto anche delle mie domande.

Fiore – Secondo lei, quanto la forza della poesia può cambiare gli atteggiamenti, i modelli culturali dell’attuale società e in che misura?

Padalino – Intanto la ringrazio per avermi cercata e voluto nuovamente intervistare, è sempre un piacere. Per quanto riguarda l’influenza della poesia sulla società attuale, per me può essere la chiave di volta per cambiare le cose in questa nuova era.

Fiore – Oggi, lei è anche un’artista della poesia. Come e da quale motivazione nasce questo suo viaggio intimo?

Padalino – Non direi proprio. Le mie poesie  mi piace definirle, come ha detto qualcuno, pensierini, affermazione e attributo che a me non dispiace affatto, perché alla fine la poesia è frutto di un pensiero intimo e profondo. Per quel che mi riguarda nasce in un momento di estrema confusione, sofferenza e solitudine.

Fiore – Mi lasci una provocazione?

Padalino –

Fiore – Alcuni scrittori di poesie indossano la maschera del sentimento, della sensibilità, ma nella vita sono il contrario dei messaggi che esprimono nei loro scritti. Cosa ne pensa? 

Padalino – Che è possibile! Magari trasformano in positivo il loro essere bugiardi: in ogni caso non bisogna mai giudicare nessuno e non vorrei trovarmi al loro posto!

Fiore – Le sue poesie sono un inno alla vita, all’amore, alla fede, al coraggio, alla forza, alla purezza e sin dalla prima lettura arrivano dritte al cuore…Questa tematica è casuale o fortemente voluta?

Padalino – Nulla è casuale, tutto quello che ho scritto è stato fortemente voluto, sentito e sottolineato dal profondo del mio essere. La fede svolge un ruolo fondamentale nella mia vita, e io ho dedicato questo libro al mio maestro Sensei a cui presto invierò questa prima raccolta. Sono grata alla vita, ai miei genitori, agli incontri che ho fatto e che farò, per tutto quello che imparo e trasformo ogni giorno dentro di me grazie alla fede. Sono giovane ma oggi so bene che tutto è fonte di crescita, come lo è questo momento condiviso con lei.

Fiore – Dalla lettura della silloge “L’essenziale”, la cui copertina è della giovane artista e promessa dell’illustrazione palermitana, Rosanna Bellino, con la quale da quanto ne so lei sta collaborando per un progetto in itinere, si evince che il binomio vita-poesia  le appartiene tantissimo e che nella sua poesia c’è molto di lei e delle sue esperienze. E’ d’accordo? Crede in ogni caso che possa o debba esistere una linea di confine tra autobiografismo e scrittura?

Padalino – Esiste sempre, e credo che ogni autore metta un po’ di sé in ogni cosa che scrive o interpreta, anche quando non sembra. Bisogna comunque stare molto attenti a non auto commiserarsi, perché la linea è veramente molto sottile tra ciò che può essere utile e ciò che può essere patetico.

Fiore – Qual è il messaggio sotteso alle poesie de “L’essenziale”?

Padalino – Vuole essere un messaggio di rinascita, di luce, amore ma anche di grande forza e speranza.

Fiore – Pertanto possiamo tranquillamente affermare che i suoi versi sono un gran messaggio di amore, di rinascita, di evoluzione verso il positivo dopo aver attraversato un sentiero di negatività…

Padalino – Assolutamente si! Del resto, dal buio nasce la luce e solo attraversando il nostro dolore possiamo rinascere.

Fiore – Se lei fosse Fernando Pessoa ripeterebbe la sua affermazione  “E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa”? Cos’è il sogno per lei visto che a volte avverte solo il bisogno di starsene con sé stessa e il suo sogno? Quale sogno ha ancora ben chiuso nel cassetto?

Padalino – Che bella domanda!!! Mi piace dire che solo attraverso i sogni, riconosci te stesso! Il sogno è quella parte di te che ad occhi aperti non pronunci ma dentro sai, qual è la tua missione, e solo tu conosci cosa può renderti davvero felice e libero. Certo che ho un sogno ed è molto potente, e se l’ho sognato significa che già per metà l’ho realizzato!! Ma non lo dirò!!!

Fiore – C’è una poesia che le ha dato “filo da torcere”, cioè sulla quale è tornata più volte?

Padalino – Non credo!!! Forse su alcune ho dedicato più tempo, ma ripeto questo viaggio non è nato per essere pubblicato ma per dare voce al mio cuore, poi la scelta di condividerlo con gli altri e venuta dopo ed è stato bello sfidare me stessa.

Fiore – Quanto ha influito nella sua poesia  il suo essere attrice?

Padalino – Moltissimo! Infatti in molti momenti ho avuto paura. Paura di recitare una parte dentro la mia vita, di non essere vera… invece allontanandomi da tutto mi sono resa conto che la stavo semplicemente vivendo e assaporando e non dovevo averne paura.

Fiore – Ognuno di noi ha dei  “deserti” interiori e delle oasi. Quali le sue oasi?

Padalino – Ancora devo scoprirle.

Fiore – La poesia sostituisce talvolta una stretta di mano, che è atto di comunicazione, un ritrovarsi con l’altro. Ci siamo?

Padalino – Più che una stretta di mano forse oserei dire uno sguardo.

Fiore – Nel mondo di oggi, così frenetico e caotico, che ruolo ha la poesia?

Padalino – Torno a dire che la poesia è fondamentale. La poesia è la chiave rivoluzionaria di questa nuova era piena di tanta ostentazione e superficialità.

Fiore – La sua poesia sgorga viva, vibrante e grondante dalle pagine della sua silloge tanto da provocare uno scambio molto forte di emozioni con il lettore e un rapporto di intimità non indifferente. Concorda?

Padalino – Grazie mille per questa chiave di lettura molto attenta e intima de “L’ Essenziale”. Mi piace arrivare al cuore della gente, se possibile,  con semplicità e se mi riesce emozionare il lettore.

Fiore – La sua poesia è un linguaggio di verità in quanto non solo esplora la realtà esterna ma anche la sua realtà interiore…Sbaglio?

Padalino – Non sbaglia.

Fiore – Ha dei suoi modelli letterari? Quali le poesie che legge abitualmente?

Padalino – Mi piace moltissimo Alda Merini ma devo ammettere che non ho dei modelli a cui faccio riferimento. Semplicemente mi piace leggere tutto ciò che parla d’amore e verità.

Fiore – Come concilia l’arte della poesia  con il quotidiano?

Padalino – Praticamente negli anni è diventata il mio quotidiano. Scrivo ogni volta che mi è possibile.

Fiore – Alcune domande flash! L’amore per lei…

Padalino – Il mio punto debole, ma anche il mio punto stabile.

Fiore – L’arte per lei…

Padalino – L’arte per me è fonte di gioia e libertà.

Fiore – Perché “ovunque è teatro”?

Padalino – Ovunque è teatro perché il teatro è una porta di accesso alla vita quotidiana e anche perché non esiste luogo diverso dove ci si possa esprimere portando valore e sentimento.

Fiore – Qual è il palco più bello e più importante?

Padalino – La nostra vita.

Fiore – Se fosse madre cosa consiglierebbe ai suoi figli?

Padalino – Non lo so… Stimo moltissimo le madri, e ho provato spesso a pensarmi come tale ma non è semplice pensarsi madre dall’essere madre. Io sono molto fortunata perché sono stata cresciuta da una donna che è veramente una forza della natura.

Fiore – Cos’è per lei il dolore di un amore finito?

Padalino – La consapevolezza che nessuno è di nostra proprietà.

Fiore – E la fortuna?

Padalino – Riuscire ad amare se stessi.

Fiore – Vorrebbe regalare una poesia ai nostri lettori, da oggi anche i suoi?

Padalino – Certamente!

“Forse tu non lo sai,

ma sei come la primavera sempre pronta a rinascere.”

Fiore – Penultima domanda. Che titolo darebbe a questa intervista? 

Padalino – Non so… Forse uno sguardo dentro se stessi.

Fiore – Ultima domanda. Cosa rappresenta per lei “L’essenziale”?

Padalino – Una piccola pagina di vita e amore.

Fiore – Grazie e alla prossima…

Padalino – Grazie ancora a lei e alla redazione tutta di ScrepMagazine.

Vincenzo Fiore

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Il volto dell’altro…

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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