Ore confuse nella notte, la malinconia non è uno stato d’animo, le vite altrui si sono rotte e sembra non esista più il tuo prossimo.
Ti vesti un poco di silenzio, hai la dolce illusione di esser solo, son macchine che passano o è il vento, o sono i tuoi pensieri alzati in volo.

I tuoi pensieri un po’ ubriachi, danzando per le strade si allontanano, ti son sfuggiti dalla mano e il giorno sembra ormai così lontano… e il giorno sembra ormai così lontano…

Francesco Guccini – “Canzone di notte

Ormai è passato un mese. Sono passati giorni e settimane. Io dormo poco.

Mi sveglio e sento i passi di una persona che abita sopra al mio appartamento.

Passi veloci, inquieti. Quelli della badante della signora ormai allettata da mesi. Fino a che si fermano e torna il silenzio.

Penso solo a “durare”, altrimenti rischio di non farcela, rischio di lasciarmi andare, rischio di aprire troppe volte il frigo, rischio di non pettinarmi più i capelli, di non lavarmi appena mi sveglio.

Aspetto l’alba. Mi sembra che l’alba porti con sé una speranza. Anche se tutto è rimasto come era ieri. Io adoro l’alba. Mi piacciono le storie di luce, dove il buio è solo marginale.

Sono passati tanti giorni ma sto durando. Uso il verbo durare perchè mii piacciono le cose che durano, le persone che durano, l’amore che dura.

Penso e non racconto tutto.

Molto di quello che penso lo tengo solo per me, quando sono più triste scrivo per me, poiché una volta qualcuno mi disse che la tristezza è contagiosa ed è vero, ma la tristezza non vince mai, l’ho capito nel tempo, invecchiando, l’ho capito in questo strano percorso che sto facendo.

E vado avanti.

Il virus non durerà a lungo, ma noi sì. Noi dureremo, avremo molto da fare ancora e lo faremo più uniti di prima con questo dolore condiviso che ci ha insegnato ad essere meno arroganti.

Ad avere un cuore più aperto. Spero che ascoltare, respirare e sognare le stesse cose ci abbia unito. Mentre l’inverno se ne va e lascia tutto in mano alla primavera noi siamo qui a sperare, in mezzo a questa tempesta.

Ma nulla sarà come prima, davvero nulla,
quello che non si porterà via il virus
se lo porterà via la crisi che sarà terribile.
Non riusciamo a rendercene conto
ma il mondo si è fermato.
Non si costruiscono più auto, i
mobili, le olimpiadi non si faranno,
il calcio… Ora tutto è fermo…
e se non cambia qualcosa presto
quelle vittime che ora si piangono,
non saranno nulla in confronto a quelle che verranno dalla fame.
Ho visto in TV quei parcheggi con le persone stese per terra… le immagini dei gruppi di persone che vengono disinfettati con i camion come se fossero cumuli di immondizia
quanta tristezza, davvero quanta tristezza.
Ma come si può chiudere gli occhi.
E cosi spesso perdo il sonno.
Lo perdo pensando a quello che sarà,
per il resto è un attesa snervante .
Ora torno a nanna,
sono le 4 e qualche minuto,
non ho sonno ma meglio riprovarci,
non devo mollare.

Sì, è poi quasi sicuramente appena questa catastrofe sarà finita dovrò cambiare pettinatura, dovrò tagliare i capelli, adesso i bianchi cominciano a vedersi, sto pensando in questo tempo che scivola via inutilmente a tutte le cose che dovrò fare dopo.

Alla donna che dovrò inventarmi, capisco di essere arrivata fin qui con tanta determinazione. Ma forse per reagire da ora in avanti avrò bisogno di una spinta.

Sì. Dopo mi piacerebbe cambiare più di qualcosa di me, magari il colore dei capelli o il trucco, quante cose potrei cambiare di me ? Quante cose ho in mente.

Ed è bello immaginare, sognare e non importa se poi alla fine resterò quella di sempre, se avrò una ruga in più, progetto la mia vita pur sapendo che i progetti non si avverano mai, però crederci è importante.

Angela Amendola 

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