La giovane e attraente Marina, una donna che vive a Santiago del Cile, ha una relazione con Orlando, un uomo molto più grande di lei.

Una sera Orlando muore all’improvviso e da lì inizierà il percorso agli ostacoli di Marina, in una società fatta di pregiudizi in cui il suo essere Transgender non è affatto visto di buon occhio.

Contro la famiglia di Orlando, contro l’ambiente circostante bigotto e contro la polizia, Marina si scontrerà nel tentativo di affermare la sua identità più profonda. 

“Orso d’oro” 2017 al Festival di Berlino per la miglior sceneggiatura, il Film di Sebastiàn Leilo pone al centro una Donna coraggiosa ma molto fragile, una Donna che ha, dell’uomo che è stata un tempo, una fierezza ancestrale che paradossalmente non fa che esaltarne la femminilità.

È per questo contraltare che lo spettatore viene attratto dal personaggio di Marina e dal suo androgino magnetismo, anche grazie all’interpretazione di Daniela Vega (scelta per puro caso dal regista dopo esserne rimasto stregato al primo incontro).

Piena di contraddizioni, conflitti ideali e sentimenti rivendicativi, Marina è il perno di questo Film (costruito con uno stile molto “almodovoriano“), che, aldilà di qualche caduta sul retorico, è davvero una pellicola importante perché esplora e pone nuovi quesiti per lo spettatore:

 “Chi decide quale amore ha diritto di essere definito tale o chi bisogna amare?”.

Sandra Orlando

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