Continua dalla puntata precedente…

Sono circa a mezza strada.

Ho cambiato stazione alla radio, adesso mi perdo nelle musiche di Händel, leggere e fresche.

Violini ed oboe del “Concerto in Sol minore“, fanno da sottofondo ad un paesaggio collinare disseminato di rotoli di fieno.

Non ho incontrato nessun’altra vettura mentre mi dirigo verso il mare, solo un paio di ciclisti.

Sono contenta di aver scelto un giorno in mezzo alla settimana, al contrario della mia “capo ufficio” che non ama le sorprese e preferisce avere tutto programmato.

La dottoressa Carli è ossessionata dal controllo, la sua scrivania detiene il primato della precisione, il computer davanti a lei e simmetrici, a destra e sinistra, due porta penne con all’interno sei penne due rosse, due nere, due blu insieme ad un evidenziatore giallo e un lapis.

L’agenda con tutti gli appuntamenti davanti alla tastiera e dietro la poltrona un armadietto bianco con i fascicoli divisi per anno e per attività.

Tutte le volte che entro nella sua stanza mi viene da sorridere e mi diverto a cambiare di posto a qualcosa, per farle perdere un po’ della sua mania.

Lei si arrabbia ma per finta, so che mi vuole molto bene e gliene sono grata.

Lavoro con Amina Carli da dopo il Master, le dico sempre che è difficile che non avvengano imprevisti.

Lei mi sorride e mi risponde che a quelli posso pensarci io, che ho più inventiva mentre lei è adatta a far quadrare i conti.

La piccola azienda per la quale lavoriamo, si occupa dell’esportazione di materiali per arredamenti di lusso, dalle ceramiche ai mobili, alle suppellettili da giardino.

Design rigorosamente italiano…

Lavoriamo soprattutto con l’Est Europa. Spesso abbiamo a che fare con architetti estrosi e pretenziosi ma io e lei facciamo una bella squadra, di rado è capitato di non accontentare qualcuno.

Sono sicura che la mia voglia di evadere, un po’, sia dovuta anche alla routine quotidiana, infatti l’invito di Carmela mi è sembrata aria fresca.

La sua casa al mare ha una posizione splendida. Si affaccia su uno scoglio a venti metri a picco sul mare. Delle scalette ripide e strette conducono alla spiaggia, una piccola caletta di ciottoli chiari e acqua celeste.

In passato era una casa di pescatori, un parallelepipedo col tetto piatto e le finestre quadrate, i muri spessi e intonacati.

Lei e suo fratello Mario l’hanno ereditata dal nonno e trasformata in un angolo incantato aggiungendo, poco alla volta, la veranda davanti alla porta d’ingresso e vasi ricolmi di gerani rossi sotto i due grandi pini marittimi. Da  ragazza andavo spesso nella casa sullo scoglio, ora molto meno, sono passati due anni dall’ultima volta.

Ricordo ancora quel giorno.

Io e lei, suo marito Giorgio e Marco  seduti sotto la veranda di fronte al mare. Le luci del giorno che si affievoliscono, all’orizzonte il rossore del tramonto che faceva  spazio al cielo nero, senza luna ma tempestato di stelle.

Era la notte di San Lorenzo e noi, come bambini, volevamo fare a gara a chi avrebbe visto la prima stella cadente.

Intorno il silenzio rotto solo dalle nostre risate.

E’ un ricordo così bello che spesso me lo ritrovo nei miei sogni.

Continua…

Fine seconda parte

Lucia Simona Pacchierotti

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