Continua dalla puntata precedente

che si può visionare al seguente link

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SETTIMA PUNTATA

Carmela si è tenuta tutto per sé per un lungo periodo. Lei e Giorgio amano le famiglie numerose. Da quando li conosco, hanno detto che avrebbero messo su una mezza squadra di calcio. Eppure il destino sembra beffarli.

Al contrario di me che proprio non riesco neanche a trovare ‘l’anima gemella’, ammesso che poi esista davvero.

Nei mie trentacinque anni,
solo una volta ho avuto la tentazione di fermarmi,
di smettere di cercare…

Mentre il sole ci riscalda e il mare mormora, Carmela si acquieta.

«Carmen… Giorgio ti vuole bene, ti ama. Non ti chiederà nulla che tu non possa sostenere insieme a lui»

«Oh Luisa… Non vuole adottare bambini. Dice che non li sentirebbe come figli. Vuole che abbiano il suo e il mio sangue… Il bello è che non siamo sterili, nessuno dei due lo è» – sospira – «Ha inizato a parlare di inseminazione artificiale, di utero in affitto… è fuori di testa. Ti dico che è fuori!» – alza il tono della voce, per abbassarlo subito dopo – «In genere siamo noi donne che andiamo fuori di testa. Niente a me è toccato il marito!»

Non posso fare a meno di sorridere a questa frase e anche lei… In un attimo sembra che tutto si dissolva, che il sorriso porti via il dolore e la tensione che ci hanno accompagnate fino ad ora.

Tuttavia non posso fare a meno di chiedermi cosa si prova a desiderare tanto qualcosa senza riuscire a raggiungerla.

Mai avuti pensieri così forti.

All’improvviso una voce maschile
s’intromette nella nostra risata.
Sussultiamo entrambe.
Dall’alto della scogliera,
qualcuno c
hiama Carmela a gran voce.

Tutto il mio corpo si irrigidisce a quel suono e soprattutto s’insinua in me una volontà di fuga che non ho più provato da tempo quasi immemorabile. O almeno a me sembra così.

Alzo lo sguardo verso la casa che s’intravede appena. 

Un uomo si sbraccia per farsi notare.

«Carmela! Al telefono mi hai detto che eri sola!» dico stringendole un braccio. Lei sembra neanche sentirmi, presa dal salutare colui che ci sta raggiungendo.

Alto e moro quanto lei. Pantaloni corti di jeans, camicia bianca, infradito di cuoio e un panama in testa, Marco si avvicina.

Non l’ho più visto da quella notte di San Lorenzo
ma lo riconosco subito.
Impossibile dimenticarlo
e soprattutto
dimenticare cosa gli ho fatto.

Codarda che sono, meschina e codarda.

Mi alzo in piedi così velocemente da rischiare di cadere sui sassi.

Che faccio? Dove vado a nascondermi?

Ma intanto Marco è arrivato sulla spiaggia… Possibile che non mi abbia riconosciuto? Non sarei dovuta venire… Sarei dovuta rimanere in ufficio con Amina ad aiutarla invece di far visita a Carmela.

Lei sapeva che sarebbe arrivato anche Marco?

Perchè non mi ha detto nulla?

Che tranello è questo?

Tradimento!
Tutto il mio cervello urla al tradimento
mentre Marco ci ha ormai raggiunto
ed io non ho più nessuna posssibilità di andarmene.
In trappola…. ecco dove sono finita,
in trappola.

Ad un tratto, i ciottoli della spiaggia mi sembrano carboni ardenti, guardo Carmela abbracciare il fratello che poi posa il suo sguardo marrone, quasi nero, su di me.

Un occhio gli trema brevemente.

«Ciao Luisa…. non mi aspettavo di vederti qui oggi!».

Tossisco nervosa «Neanche io»…

CONTINUA…..

Lucia Simona Pacchierotti

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Lucia Simona Pacchierotti
Sono nata a Siena dove mi sono laureata in Storia dell'Arte e dove lavoro in un museo cittadino. L'arte, la musica, il cinema, la letteratura, sono le mie passioni insieme a quella per la psicologia e per tutto ciò che genera emozioni. La scrittura è da sempre legata al mio lavoro anche se solo negli ultimi tempi mi sto dedicando ad essa. Coi miei racconti brevi e le mie poesie, ho ricevuto alcune mansioni d'onore e riconoscimenti a vari concorsi anche internazionali. Questo anche grazie ad un corso di Scrittura Creativa tenuto da Arsenio Siani, collaboratore di SCREPmagazine, grazie al quale io stessa sono diventata blogger di questo magazine.

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