Continua dalla puntata precedente

che si può visionare al seguente link

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QUINTA PUNTATA

Negli anni ho sviluppato una proverbiale riservatezza che mi trattiene dal chiedere di Marco,  in verità lo faccio anche per mancanza di coraggio, così sposto tutta la conversazione sul caldo affricano che sta investendo l’Italia nell’ultimo periodo.

Con la tazza di caffè ancora tra le mani,
bellamente sedute all’ombra della veranda,
io e Carmela sembriamo due dame inglesi di fine Ottocento
descritte nei romanzi gotici,
se non fosse che entrambe siamo portatrici di piercing all’ombellico
e di vari tatuaggi geometrici sparsi sul corpo.

Noi due non ci somigliamo né fisicamente né caratterialmente, tuttavia entrambe sappiamo che possiamo contare l’una sull’altra, che la sintonia tra di noi produce quel file rouge necessario affinché una relazione rimanga vera nonostante la lontanaza fisica.

«Ho caldo Carmela… voglio farmi un bagno!» le dico posando la tazza sul ripiano del tavolo.

«Scendiamo» mi risponde.

Mentre si alza dalla poltroncina
chiude forte gli occhi
e poi appoggia entrambe le mani sul tavolo
per sorreggersi.

«Che hai?» le domando allarmata.

«Mi gira la testa…. forse è il caldo» sorride e sembra riprendersi rapidamente.

La scaletta che conduce al mare è semi nascosta da cespugli di rosmarino e piante di oleandro in piena fioritura, casa perfetta per api ed insetti vari. Ascolto quel ronzare incessante e rabbrividisco un po’ al pensiero di essere punta. Affretto il passo seguita dalla mia amica. 



Quando arrivo sulla spiaggia
non stendo neanche l’aciugamano a terra
e mi metto a correre
verso quella distesa turchese .

I sassi sotto i piedi mi procurano un leggero, conosciuto ed entusiasmante dolore, necessario per trovare il ristoro dentro la frescura dell’acqua. Carmela completamente ripresa corre insieme a me.

Ho appena il tempo di notare un veliero, che placido con le vele abbassate, è ancorato nella baia.

Per un po’ nuotiamo sospese nel tempo e solo quando entrambe ci siamo sentite soddisfatte, torniamo a riva.

La spiaggia è piccola e isolata, non ci sono altri bagnati.

«Ah Carmen… che meraviglia» dico mentre mi avvolgo nell’asciugamano «Devo ancora aspettare un paio di settimane per le ferie… questa giornata è perfetta»

Carmela non risponde, mi giro verso di lei colpita dal silenzio. Lì per lì non capisco cosa sta succedendo, poi la vedo e soprattutto la sento, piangere a dirotto, il volto nascosto tra le mani, le spalle che tremano.

Non so cosa fare né cosa dire,
semplicemnte l’abbraccio.

CONTINUA…

Lucia Simona Pacchierotti

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Lucia Simona Pacchierotti
Sono nata a Siena dove mi sono laureata in Storia dell'Arte e dove lavoro in un museo cittadino. L'arte, la musica, il cinema, la letteratura, sono le mie passioni insieme a quella per la psicologia e per tutto ciò che genera emozioni. La scrittura è da sempre legata al mio lavoro anche se solo negli ultimi tempi mi sto dedicando ad essa. Coi miei racconti brevi e le mie poesie, ho ricevuto alcune mansioni d'onore e riconoscimenti a vari concorsi anche internazionali. Questo anche grazie ad un corso di Scrittura Creativa tenuto da Arsenio Siani, collaboratore di SCREPmagazine, grazie al quale io stessa sono diventata blogger di questo magazine.

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