Continua dalla puntata precedente
che si può visionare al seguente link
https://screpmagazine.com/un-giorno-destate-3a-parte/

QUARTA PUNTATA

Carmela scende veloce i tre gradini della veranda e si ferma davanti alla mia macchina.

«Che bello che bello! Sei arrivata finalmente!»  batte le mani tutta eccitata.

Scendo e l’abbraccio.

Il suo profumo di sandalo mi avvolge, mi fa sentire a casa.

«Che meraviglia Carmen… è tutto come allora» dico…

Così allacciate ci dirigiamo verso l’ingresso.

L’interno ci accoglie con la sua  fresca penombra.

Non sono ancora le 10.00 del mattino ma il caldo è già potente e le ciclale hanno iniziato il loro canto.

Mi guardo intorno e vedo che al posto del vecchio divano in pelle ve ne è uno  di stoffa bianca che contrasta con lo scuro del pavimento di cotto, mentre un tavolo rotondo in acciaio e vetro ha sostituito quello in castagno che ricordavo io.

La casa ha un solo piano, il soggiorno sul quale si affacciano la cucina e una porta che conduce alle camere e al bagno.

Semplice, funzionale e molto accogliente.

Alla veranda si accede attraverso  una grande vetrata scorrevole.

Il pavimento in parquet, scricchiola quando cammini  e la vista  è mozzafiato.

Tutto l’arredamento consiste in delle poltroncine ed un semplice tavolo,  sul quale Carmela ha posizionato la moka ed un vassoio con dei biscotti. Sembra aver calcolato i tempi precisi del mio arrivo.

Per un breve momento ce ne stiamo in silenzio.


Gli occhi puntati verso
le  tre Agave Americane,
fiorite vicino alla scogliera

                                                                                           


«Grazie dell’invito. La tua chiamata è giunta al momento giusto»

«Ma figurati» fa lei agitando una mano «avevo voglia di vederti e di passare del tempo con te, tra donne»

La guardo, qualcosa del suo tono di voce mi allarma.

E’ alterato e legermente stridulo, un timbro che non le ho mai sentito.

Vedo anche le occhiaie sotto l’abbronzatura e la magrezza nascosta dall’ampio pareo.

Passiamo  la successiva mezzora a raccontarci gli ultimi mesi delle nostre vite.

Non le domando di Giorgio e lei non lo nomina.

Mi parla della madre, del lavoro, del corso di pittura ad acquarello ma evita ogni riferimento al marito e al fratello.

In cuor mio le sono grata.
Non mi piace fare il mediatore familiare.

CONTINUA…

Lucia Simona Pacchierotti
https://screpmagazine.com/author/lucia-simona-pacchierotti/

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Lucia Simona Pacchierotti
Sono nata a Siena dove mi sono laureata in Storia dell'Arte e dove lavoro in un museo cittadino. L'arte, la musica, il cinema, la letteratura, sono le mie passioni insieme a quella per la psicologia e per tutto ciò che genera emozioni. La scrittura è da sempre legata al mio lavoro anche se solo negli ultimi tempi mi sto dedicando ad essa. Coi miei racconti brevi e le mie poesie, ho ricevuto alcune mansioni d'onore e riconoscimenti a vari concorsi anche internazionali. Questo anche grazie ad un corso di Scrittura Creativa tenuto da Arsenio Siani, collaboratore di SCREPmagazine, grazie al quale io stessa sono diventata blogger di questo magazine.

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