Ogni 15 maggio i palestinesi celebrano il giorno della Nakba, la catastrofe, cioè il giorno in cui ricordano la sconfitta nella prima guerra combattuta fra arabi e israeliani. In seguito alla vittoria di Israele, decine di villaggi palestinesi vennero distrutti e circa 700mila palestinesi furono costretti a lasciare le proprie case e diventare profughi di guerra.

Mentre il conflitto israeliano-palestinese non accenna ad arrestarsi, a Gerusalemme l’infermiera israeliana, Ula Ostrowski-Zak, ha fatto un gesto di pace e amore tra i più belli allattando al seno il bimbo di una paziente palestinese in coma. La sua foto sta facendo il giro del mondo.
Durante il suo turno di lavoro presso l’ospedale Hadassah di Gerusalemme, l’infermiera Hula, mamma di 34 anni, si è trovata di fronte ad una situazione un po’ particolare: un bimbo palestinese di nove mesi, Yamen Abu Ramila, si trovava nella struttura insieme a sua madre ricoverata in gravi condizioni in seguito ad un incidente stradale, non mangiava da parecchie ore e non c’era nessuno che potesse dargli il latte (il piccolo rifiutava il biberon). Ha pensato allora di risolvere il problema lei stessa allattandolo al seno per diverse volte nel corso della notte, sfamando dunque quel piccolo bambino che oggi è diventato simbolo di pace e speranza per il futuro.
Le zie del piccolo accorse in ospedale per prendersene cura non credevano ai loro occhi.
Sono rimaste sorprese. Non riuscivano a credere che una madre ebrea potesse accettare di allattare un bambino palestinese. 
La giovane infermiera non si è fatta problemi e, da vera mamma, si è mostrata generosa nei confronti del piccolo bisognoso di latte. E non si è limitata solo a questo: Ula, si è messa alla ricerca di donne del territorio disposte a fare da balie al piccolo. Così il suo bel gestoè stato seguito anche da altre donne che allatteranno il piccolo fino a che la sua mamma non starà meglio.

Angela Amendola 

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